La trasformazione digitale delle aree interne, la costruzione di infrastrutture condivise di conoscenza, la formazione di nuove competenze e il rafforzamento delle reti territoriali sono temi che trovano ampio spazio nel Libro Bianco per il Diritto a Rimanere Digitale – Strategia per la trasformazione delle Aree Interne Abruzzesi in modello europeo di innovazione, cittadinanza digitale e coesione territoriale, distribuito in occasione del Consiglio comunale straordinario sulle aree interne del 30 ottobre scorso.
Si tratta di argomenti di grande rilevanza, ma che non arrivano in un territorio privo di esperienze e di precedenti elaborazioni progettuali.
Nella Marsica, infatti, un percorso di riflessione e proposta su questi temi è stato avviato da tempo, attraverso l’esperienza dell’Organismo Consultivo Avezzano Smart City, proseguito con la strategia Avezzano Smart Community 2030 e successivamente sviluppato in una dimensione sovracomunale con M.A.R.S.I.C.A.
L’Organismo Consultivo “Avezzano Smart City”, costituito nel 2023, ha coinvolto competenze e interlocutori del mondo scientifico e universitario, tra cui l’Università degli Studi dell’Aquila e il Gran Sasso Science Institute.
Nel corso della sua attività sono state elaborate proposte e approfondimenti riguardanti, tra l’altro, la gestione e l’analisi dei dati, il monitoraggio ambientale, la sicurezza urbana, il gemello digitale e l’innovazione dei servizi pubblici.
Quel lavoro ha trovato una successiva evoluzione nella proposta “Avezzano Smart Community 2030”, trasmessa al Comune il 2 giugno 2026. Una visione che supera il concetto tradizionale di Smart City per mettere al centro la comunità, la conoscenza del territorio, la partecipazione e l’utilizzo dei dati come supporto alle decisioni pubbliche.
Da questa impostazione è nata M.A.R.S.I.C.A. – Monitoraggio, Analisi e Raccolta di dati Strategici per l’Innovazione, la Conoscenza e la Coesione dell’Area Marsicana – proposta trasmessa il 1° agosto 2026 all’Unione dei Comuni Montagna Marsicana e ai 34 sindaci dei Comuni aderenti, e successivamente al Comune di Avezzano.
M.A.R.S.I.C.A. propone un’infrastruttura condivisa di conoscenza per la Marsica: una piattaforma in grado di raccogliere, organizzare, integrare e analizzare dati relativi a popolazione, economia, ambiente, mobilità, servizi e territorio. L’obiettivo è mettere a disposizione delle amministrazioni strumenti e indicatori per conoscere meglio le dinamiche locali, programmare gli interventi, monitorarne gli effetti e valutare nel tempo le politiche pubbliche.
Le convergenze con il Libro Bianco e le domande sulla sua elaborazione
La lettura del Libro Bianco evidenzia numerosi punti di convergenza con le elaborazioni già sviluppate nel percorso marsicano: il digitale inteso come infrastruttura pubblica, le reti di connettività, le piattaforme dei dati, gli Attivatori Digitali di Comunità, gli Hub delle Competenze Digitali, i Living Lab, la formazione, le nuove professionalità e i modelli di governance e coordinamento territoriale.
Queste convergenze meritano attenzione e, soprattutto, un approfondimento. Non si tratta di rivendicare l’esclusività di idee o strumenti che appartengono ormai al dibattito sull’innovazione e sulle politiche per le aree interne, ma di ricostruire correttamente i percorsi attraverso i quali tali contenuti sono stati elaborati e portati all’attenzione delle istituzioni.
In particolare, appare legittimo chiedere: chi ha contribuito a definire e inserire nel Libro Bianco i contenuti relativi alla trasformazione digitale? Quali competenze tecniche, scientifiche e progettuali sono state coinvolte? Quali esperienze territoriali e documenti sono stati esaminati? Sono stati presi in considerazione i contributi e le progettualità già sviluppati nella Marsica, anche attraverso il percorso “Avezzano Smart City” e le successive proposte?
Un ulteriore elemento da chiarire riguarda la tempistica. Nella comunicazione pubblicata il 12 luglio 2026, il Comune di Avezzano ha riferito che la strategia era stata candidata in Europa nel mese di giugno.
Sarebbe quindi importante conoscere la data effettiva di trasmissione del Libro Bianco alla Commissione europea, il soggetto che ne ha curato l’invio, la struttura europea destinataria e gli estremi documentali della trasmissione.
Altrettanto utile sarebbe conoscere quando è stata completata la versione definitiva e quali soggetti hanno partecipato alla sua redazione.
Non sono dettagli meramente formali: conoscere autori, gruppi di lavoro, competenze coinvolte, fonti e tempi di elaborazione è una condizione importante per garantire trasparenza e riconoscere il contributo delle esperienze maturate nei territori.

Ideatore e proponente di «Avezzano Smart Community 2030» e M.A.R.S.I.C.A.
Dalle convergenze a una concreta opportunità per le aree interne
La questione non è soltanto ricostruire ciò che è stato fatto, ma soprattutto capire come trasformare le strategie in strumenti operativi.
M.A.R.S.I.C.A. può rappresentare, in questo quadro, un contributo concreto e complementare alla strategia regionale: un’infrastruttura di conoscenza territoriale capace di mettere in rete dati, amministrazioni e competenze, fornendo una base informativa condivisa per programmare interventi e valutare risultati.
Una proposta che può dialogare con gli Hub, i Living Lab e le altre iniziative previste dal Libro Bianco, senza sovrapporsi ad esse.
“Le aree interne hanno bisogno non soltanto di connettività e di servizi digitali, ma anche della capacità di conoscere il proprio territorio, leggere i cambiamenti, condividere informazioni e assumere decisioni sulla base di dati verificabili. È questo il senso del percorso che abbiamo cercato di sviluppare, prima con Avezzano Smart City, poi con Avezzano Smart Community 2030 e oggi con M.A.R.S.I.C.A.”.
L’obiettivo, sottolinea Angeloni, “non è aprire una contrapposizione, ma favorire un confronto serio e documentato. Le convergenze riscontrate possono diventare un’occasione per mettere a sistema competenze, esperienze e progettualità già presenti sul territorio, evitando duplicazioni e valorizzando il lavoro svolto. La trasformazione digitale delle aree interne non può essere soltanto una strategia scritta: deve diventare una capacità concreta e condivisa di conoscere, programmare e migliorare i territori”.
Foto di copertina realizzata con l’aiuto dell’IA


