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Sabato 26 settembre alla “d’Annunzio” di Pescara la fase finale dello Start Camp Abruzzo 2026. Nove team selezionati tra 37 candidature presenteranno le proprie idee a sedici mentor del mondo dell’impresa, della finanza e dell’università

Un’idea può nascere in un laboratorio universitario, da una ricerca scientifica o dall’intuizione di un gruppo di giovani. Ma trasformarla in un prodotto, trovare clienti, costruire un modello economico e convincere qualcuno a investirci sono passaggi completamente diversi.

È proprio su questo confine tra ricerca, innovazione e mercato che si gioca la fase conclusiva dello Start Camp Abruzzo 2026, in programma sabato 26 settembre, dalle 10 alle 13, nell’Aula 28 del Polo di Pescara dell’Università “Gabriele d’Annunzio”.

Saranno nove i team arrivati alla conclusione del percorso, selezionati tra 37 candidature. Davanti a loro ci saranno sedici mentor provenienti dal mondo delle imprese, della finanza, delle professioni e dell’università, chiamati ad ascoltare e valutare i progetti durante la sessione “Idea Pitch con VC ed esperti del settore”.

Tre minuti, un’idea e la necessità di convincere

Il principio dell’Idea Pitch è semplice solo in apparenza: spiegare in poco tempo quale problema si vuole risolvere, qual è l’innovazione proposta, a chi potrebbe servire e perché quel progetto potrebbe diventare economicamente sostenibile.

Per i partecipanti è il punto di arrivo di un percorso iniziato mesi fa.

La prima fase è stata dedicata alla Customer Discovery, cioè alla verifica dell’idea fuori dal laboratorio: capire se esiste realmente un bisogno, confrontarsi con potenziali utilizzatori e mettere alla prova le ipotesi su cui è costruito il progetto.

Dal 16 al 26 settembre il lavoro si è poi spostato nel Campus di Pescara con dieci giorni intensivi dedicati a Business Model Canvas, pianificazione economico-finanziaria, raccolta di capitale, comunicazione, elevator pitch e mentoring personalizzato. Unich

Non basta, insomma, che una tecnologia funzioni. Deve anche trovare qualcuno disposto a utilizzarla, produrla, finanziarla o acquistarla.

Sedici mentor per nove progetti

Particolarmente significativa è la composizione del panel che incontrerà i nove team.

Tra i sedici mentor figurano rappresentanti dell’università, dell’industria, della finanza e degli ordini professionali: dal presidente del Gruppo Marramiero Enrico Marramiero a Giovanni De Caro, CEO di Fondo Volano, passando per il presidente di Confimi Abruzzo Luca Tosto, l’amministratore delegato di Fresenius Kabi Pierluigi Antonelli, rappresentanti di FIRA, Mediocredito Centrale, università e mondo professionale.

Il rapporto è quasi di due esperti per ciascun team. Questo dovrebbe consentire ai partecipanti di ricevere valutazioni differenti: non soltanto sulla bontà tecnica dell’idea, ma anche sulla possibilità di finanziarla, proteggerla, portarla sul mercato e trasformarla in un’impresa sostenibile.

È forse proprio questo uno dei punti più interessanti dello Start Camp: mettere nella stessa stanza chi produce conoscenza e chi conosce il mercato.

Innovazione dall’energia alla medicina

I progetti che possono accedere alla Start Cup Abruzzo appartengono a quattro grandi aree.

Settore Ambiti
Cleantech & Energy Sostenibilità ambientale, agricoltura, energia
ICT Tecnologie digitali, informatica e nuovi media
Industrial Nuove tecnologie e soluzioni per la produzione
Life Sciences – Med Tech Salute, medicina e tecnologie biomedicali

Sono settori nei quali la ricerca scientifica può avere ricadute dirette sull’economia: dall’efficienza energetica all’intelligenza artificiale, dalle tecnologie industriali fino a nuovi strumenti per diagnosi, prevenzione e cura.

Al momento non sono stati resi pubblici nel dettaglio tutti i nove progetti che saranno presentati sabato, quindi sarà interessante capire quali tecnologie e soluzioni emergeranno durante i pitch.

L’obiettivo: non lasciare le idee nei laboratori

Start Camp non assegna semplicemente un premio.

Il progetto nasce per accompagnare ricercatori e aspiranti imprenditori in quella fase nella quale molte idee innovative rischiano di fermarsi: esiste una tecnologia o un’intuizione interessante, ma manca il percorso necessario per trasformarla in attività economica.

Il programma è promosso dall’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, dall’Università degli Studi dell’Aquila, dalla Camera di Commercio Chieti Pescara, dalla sua Agenzia di Sviluppo e dalla Fondazione Vitality.

La responsabile scientifica dell’iniziativa, Gilda Antonelli, delegata del Rettore della d’Annunzio al Placement, ha sottolineato proprio il valore della rete costruita tra competenze e imprese e la possibilità di «trasformare la ricerca in nuove imprese».

Ed è una questione particolarmente importante per un territorio come l’Abruzzo: produrre ricerca di qualità non significa automaticamente riuscire a trattenere sul territorio aziende, professionisti e competenze.

La vera sfida è costruire il ponte tra le due cose.

Dopo lo Start Camp arriva la Start Cup

Il percorso di sabato non coincide con la competizione finale.

I team potranno utilizzare osservazioni e suggerimenti ricevuti dai mentor per perfezionare il proprio business plan e concorrere alla Start Cup Abruzzo 2026, che secondo l’ultima comunicazione dell’Università ha già raccolto 24 candidature.

La competizione mette in palio premi economici importanti:

  • 10.000 euro al primo classificato;
  • 7.000 euro al secondo;
  • 5.000 euro al terzo;
  • 3.000 euro al quarto.

Sono previsti inoltre riconoscimenti da 500 euro per imprenditoria femminile, innovazione sociale, climate change e impatto sul territorio, oltre a servizi di accompagnamento e contributi per la partecipazione alla competizione nazionale.

I primi tre classificati avranno infatti accesso al Premio Nazionale per l’Innovazione, previsto a Bari il 3 e 4 dicembre 2026, oltre alla partecipazione a Visionaria 2026.

La sfida dell’Abruzzo: far restare qui l’innovazione

Il risultato più importante, però, non sarà stabilire soltanto quale progetto vincerà.

La questione è capire quanti di questi progetti riusciranno, nei prossimi mesi o anni, a trasformarsi davvero in imprese, creare occupazione qualificata e rimanere in Abruzzo.

Università e centri di ricerca regionali producono competenze nei settori scientifici e tecnologici. Il passaggio più complesso arriva dopo: capitale, management, accesso al mercato e capacità di far crescere un’azienda senza costringerla a cercare altrove condizioni migliori.

Start Camp e Start Cup provano a intervenire proprio in questo spazio.

Sabato a Pescara vedremo nove idee ancora all’inizio del percorso. Qualcuna potrebbe fermarsi, qualcuna cambierà completamente forma. Ma qualcuna potrebbe anche diventare una delle imprese innovative abruzzesi dei prossimi anni.

Ed è questa, più dei premi, la vera partita.

Raffaele Disanti

Raffaele Disanti

Autore, nato in Puglia nel 1979 e residente in Abruzzo dal 2000. Fondatore di RDWEB, realtà attiva dal 2007 nei settori del web, della comunicazione e dei servizi pubblicitari, ha maturato negli anni un’esperienza trasversale tra impresa, territorio e promozione locale. Parallelamente alla propria attività professionale, è impegnato nel volontariato di Protezione Civile e nel mondo delle Pro Loco, con incarichi provinciali e regionali all’interno dell’UNPLI. Già direttore del Centro Commerciale “Il Nuovo Borgo” di Sulmona, nel 2026 avvia il proprio percorso giornalistico collaborando alla nascita di buongiornoabruzzo.it, seguendo in particolare la Marsica e occupandosi di contenuti legati a tecnologia, innovazione e intelligenza artificiale.