Nessuno risponde all’avviso per il punto nascita dell’ospedale dell’Annunziata. A mettere nero su bianco l’esito infruttuoso dell’avviso pubblico bandito della Asl è stata la stessa azienda sanitaria con apposita deliberazione. Dopo la chiamata in causa del Miur, per dare il via libera agli specializzandi, la procedura non ha avuto l’esito sperato. Eppure l’equipe del primario Cosma Cosenza aveva salvato nei mesi scorsi la vita ad un’anziana con l’asportazione radicale della vulva e la ricostruzione parziale dell’uretra con contestuale rimozione di cinque linfonodi inguinali bilateralmente. Un tumore di sei centimetri che all’anziana aveva reso la vita un incubo per via dell’incessante dolore, appena alleviato dal frequente uso di morfina, e di altre notevoli difficoltà connesse alla grave patologia. Tuttavia la maglia nera delle nascite tocca proprio all’ospedale dell’Annunziata di Sulmona che nel 2025 è sceso sotto quota cento: sono stati 97 i nati nel reparto di maternità peligno a fronte di 127 messi a registro nel 2024. Un record negativo che conferma come, nelle aree ortograficamente più svantaggiate, non possono essere i numeri a determinare i criteri di sopravvivenza dei presidi. Il punto nascita di Sulmona, al termine di una estenuante battaglia, è stato messo in salvo dalla giunta regionale a dicembre 2023. “È un problema delle aree interne di tutto lo stivale”- sottolinea il mamager Costanzi secondo il quale “la statistica è implacabile nel certificare un trend che porta ad un inverno demografico preoccupante. Perché non è solo il problema delle nascite e del punto nascite ma a seguire del dimensionamento scolastico, delle risorse umane per la crescita economica”. Costanzi ritenterà con un concorso per il reclutamento di medici a tempo indeterminato. Non solo per il punto nascita, che va forte per la chirurgia ginecologica, ma anche per altri reparti. “Per questa specialità come per cardiologia, pronto soccorso, 118 e altri usciranno a brevissimo concorsi a tempo indeterminato, ultima attività da fare. Se anche quest’ultima non avrà esito fruttuoso occorre porsi serie domande e agire conseguentemente”- conclude Costanzi
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