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Aggiornata al 19 novembre l’udienza preliminare in tribunale a Vasto. 

Udienza preliminare stamattina presso il Tribunale di Vasto per l’incidente in cui morirono tre operai della Esplodenti Sabino a Casalbordino il 13 settembre di due anni fa. Quel giorno un’esplosione avvenuta nel perimetro dello stabilimento causò la morte di Giulio Romano, 56enne di Casalbordino, Gianluca De Santis, 40enne di Palata, e Fernando Di Nella, 56enne di Lanciano. Quel giorno avvenne la seconda tragedia in pochi anni: il 21 dicembre 2020 un’esplosione causò la morte di Carlo Spinelli, 45enne di Casalbordino, Paolo Pepe, 45enne di Pollutri, e Nicola Colameo, 64enne di Guilmi.

Dieci persone fisiche più la società sono stati iscritti nel registro degli indagati al termine delle indagini preliminari sull’incidente del settembre 2023 dal pubblico ministero Silvia Di Nunzio: Gianluca Salvatore, Sabino Salvatore, Massimo Salvatore, Marco Salvatore, Carlo Piscopo, Giustiniano Tiberio, Barbara Palestini, Massimiliano Sarrocchi, Giuseppe Gala, Angela Scagluiso. Il collegio difensivo è composto da Augusto La Morgia, Arnaldo Tascione, Alessandra Cappa, Francesco Tascione, Stefano Vitale, Antonio Gatta, Antonio Codagnone, Giancarlo De Marco, Giuseppe D’Angelo e Sergio Della Rocca.

Il Giudice per le Udienze Preliminari Fabrizio Pasquale, dopo pochi minuti di dibattimento, ha rinviato la seduta al prossimo 19 novembre, difetti di notifica la motivazione.

Non si costituiranno parte civile i familiari dei tre operai morti nel 2023, la società ha già riconosciuto risarcimento per la perdita dei congiunti. Un milione ad ognuna delle tre famiglie è stato riconosciuto dalla Esplodenti Sabino. Risarcimento effettuato all’interno della «crisi negoziata» dell’azienda e dell’acquisto dello stabilimento da parte della Arca Defense Italy, ramo italiano dell’omonima società turca. «Abbiamo risarcito tutti i parenti delle vittime senza entrare nel merito delle responsabilità così come nel primo incidente, quando, poi, l’azienda è stata assolta» ha dichiarato ieri mattina l’avvocato Arnaldo Tascione, legale della famiglia Salvatore, proprietaria della società Esplodenti Sabino.

Arca Defense Italy «ridurrà i processi di demilitarizzazione per renderli meno pericolosi», ha sottolineato l’avvocato Tascione, nell’ambito della riconversione dello stabilimento in contrada Termine a Casalbordino. Ci sarà una netta inversione nella destinazione d’uso della fabbrica: dallo smaltimento di materiali militari esplosivi si passerà alla produzione di munizioni. L’iter autorizzativo per la riconversione è attualmente in mano agli uffici della Regione Abruzzo: l’11 maggio scorso è avvenuta la pubblicazione sul sito web parte dello sportello regionale ambiente della documentazione per il procedimento di valutazione preliminare ambientale. «L’impresa ha la necessità di cambiare la tipologia di produzione in alcuni locali – si legge nella relazione tecnica redatta dall’ingegnere Giuseppe Antonio De Cesare – La modifica non porterà a potenziali impatti ambientali significativi e negativi e rappresenta una modifica non sostanziale dal punto di vista ambientale».

Alessio Di Florio

Alessio Di Florio

Nato ad Atessa (Chieti), nel 1984. Attivista e volontario di varie associazioni e movimenti culturali e sociali. Collaboratore BuongiornoAbruzzo.it e Il Messaggero Abruzzo e altri siti web d'informazione, vicedirettore WordNews.it. In passato collaboratore tra gli altri di Adista e PrimaDaNoi. Alcuni articoli su storia, cultura e valorizzazione del territorio sono stati pubblicati dal mensile VastoDomani