Un anno e quattro mesi di reclusione più il pagamento delle spese processuali. È la pena patteggiata, davanti al giudice per le udienze preliminari del tribunale di Sulmona Irene Giamminonni, da Maria Antonietta Giordano, la conducente del pulmino Anffas che si era cappottato sulla strada statale 83 Marsicana il 28 marzo 2024. A distanza di 40 giorni dal sinistro era deceduto nell’ospedale San Salvatore dell’Aquila un 47enne di Ateleta Franco Colecchia, ospite del centro Anffas, a causa di un’infezione secondaria dovuta ai traumi riportati. La procura aveva disposto già l’acquisizione della documentazione sanitaria e ordinato l’autopsia effettuata dal medico legale Cristian D’Ovidio. Erano le 17 di quel 28 marzo quando la comitiva, dopo aver festeggiato nella sede di Castel di Sangro che l’associazione ha aperto da diversi anni, stava rientrando a casa con il pulmino. Sulla strada statale 83 marsicana, tra Alfedena e Villa Scontrone, il pulmino era uscito fuori strada fino a ribaltarsi sul prato. Immediati i soccorsi da parte degli automobilisti in transito. Uno dei feriti era stato estratto dalla lamiere dai vigili del fuoco mentre l’ambulanza aveva trasferito, man mano, tutti i quattro feriti in ospedale. A bordo del mezzo viaggiavano anche due operatori, conducente compresa, che era stata indagata come atto dovuto. La stessa aveva ipotizzato un guasto meccanico del mezzo ma le indagini disposte dalla procura della Repubblica di Sulmona non hanno portato a riscontare tale anomalia. Per questo il sostituto procuratore della Repubblica Edoardo Mariotti aveva chiesto il rinvio a giudizio per la conducente del pulmino, difesa dall’avvocato Gaetano Biasella. La donna, che ha risarcito i parenti delle vittime che si sono affidati all’avvocato Pietro Savastano, ha scelto quindi di patteggiare la pena che resterà sospesa.
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Doràn
Doràn il quinto moschettiere misterioso della saga di Dumas.
