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Virgilia ha gli occhi ardenti che vibrano di tanti sogni, sono accesi dalla speranza di poter cambiare il mondo ma il suo apostolato è breve, come la sua vita.

Virgilia D’Andrea ha sempre lottato, da quando è rimasta orfana ed è stata costretta a vivere in un collegio di suore, Da quando è un’insegnante e si è schierata sulla barricata degli oppressi, degli ultimi, degli sfruttati, da quando è diventata una donna socialista e poi anarchica e ha combattuto le sue battaglie politiche con la poesia e la scrittura. Lei è un’intellettuale e le sue armi più efficaci sono le parole.

Virgilia ha amato la sua terra, l’Italia, l’Abruzzo, Sulmona, lei è una donna peligna che è diventata una grande protagonista del Novecento in questo affresco biografico, opera dello scrittore Massimo Carugno.

E allora prendono forma e colore le emozioni, le passioni, la personalità di questa immensa protagonista femminile che ha sofferto l’arresto, seppure assetata di luce, di amore e di libertà, che ha sofferto la miseria degli ultimi con il terremoto di Avezzano del 1915, che ha sofferto l’orrore della sventura che piomba nella miseria e nell’abbandono. I terremotati sono tutti poveri contadini analfabeti e la patria li ha dimenticati.

Scorre la prosa di Massimo Carugno, è appassionata, quando racconta che Virgilia D’Andrea, durante il fascismo, dopo la Marcia su Roma, è costretta alla fuga, destinazione Berlino dove entra in contatto con il mondo della cultura europea. E poi ancora Zurigo e Parigi, Virgilia D’Andrea nomade per il mondo, è diventata una guida culturale e le sue parole diventano difesa per Sacco e Vanzetti. Sono anni di lotte, di ansie, di persecuzioni, di esili ma lei rimane una “consigliera di bontà, di amicizia, di ottimismo” scrive suo marito, il militante anarchico Armando Borghi.

Virgilia D’Andrea brilla di fede, di coraggio e di devozione ma la Storia è ingrata e non le dona l’onore che merita.

Approda negli Stati Uniti dove diventa la voce degli operai e dei minatori, nelle centinaia di conferenze che tiene in California, a New York, di città in città, le sue parole bruciano come una fiamma, rievoca il pensiero di Socrate, di Spartaco, di Giordano Bruno.

Ha solo 45 anni ma la sua salute vacilla, Virgilia racconta tutta la sua vita ad una giovane infermiera, la nostra protagonista sta per spegnersi in un ospedale di New York, sono pagine commoventi, dolorose, è divorata da un cancro, eppure descrive “un cielo d’estate che non riesce mai ad essere buio” forse come lei.

A Sulmona le è stata dedicata una strada nel quartiere del Tribunale.

Il romanzo “Virgilia” è edito nella collana PaperHill di Riccardo Condò Editore ed è in vendita in libreria e su Amazon.

Barbara di Castri

Barbara di Castri

Barbara di Castri è una giornalista e scrittrice italiana. Ha vissuto a Roma, Madrid e Milano e ha collaborato con numerose testate fra cui il quotidiano “La Repubblica”, il settimanale “L’Espresso” e un’agenzia radiofonica del Gruppo Editoriale Espresso. E’ autrice di molte pubblicazioni sulla narrativa di viaggio, romanzi e favole educative. Nel 2009 ha creato il movimento “MI SOL Favolando”, scrivendo una raccolta di favole distribuite nei reparti pediatrici di Milano, Roma e Napoli, iniziativa patrocinata dalla Croce Rossa di Milano. https://it.wikipedia.org/wiki/Barbara_di_Castri