Si alleggerisce l’accusa per i cinque imputati finiti nel mirino della magistratura per le violazioni di via Tratturo. Il sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona Edoardo Mariotti ha chiesto il rinvio a giudizio per l’abuso d’ufficio semplice e la sentenza di proscioglimento per la lottizzazione abusiva. Dopo aver esaminato le memorie difensive presentate dagli avvocati Alessandro Margiotta, Alessandro Scelli e Michele Ricci, la procura ritiene che nel corso delle indagini sia emerso un piano di recupero urbano ai sensi di una normativa speciale. Si tratta di un progetto concreto che ha una durata di dieci anni. Per questo è stato chiesto la sentenza di non doversi procedere per la lottizzazione abusiva. La richiesta di processo è arrivata invece per l’abuso edilizio che secondo la procura continua a sussistere, viste le “gravi carenze urbanistiche per il rilascio del permesso a costruire”. Il giudice pre dibattimentale Maria Sole Aiudi si esprimerà sul punto il 22 ottobre quando sarà modificato il capo d’imputazione. I cinque sono accusati, a vario titolo, di aver realizzato “opere volte alla trasformazione urbanistica ed edilizia dei terreni, in violazione delle prescrizioni degli strumenti urbanistici vigenti, senza la prescritta autorizzazione sostanziale”. Inoltre, sempre secondo l’accusa, i cinque “hanno programmato un intervento non finalizzato al recupero di fabbricati preesistenti di cui fosse conservata traccia, non avendo gli immobili oggetto di ristrutturazione caratteristiche funzionali o identitarie con quelle dell’unico corpo di fabbrica da realizzare”. La storia è quella di una baracca che grazie ad una sanatoria, è stata oggetto prima di ampliamento con la Legge 43 e poi di demolizione e ricostruzione con il superbonus 110, in una zona destinata a parco urbano dove, secondo il prg, non si può costruire, come avevano ricordato i comitati cittadini alla procura, presentando un esposto che diede vita all’inchiesta. Una vicenda che era diventata perfino un caso politico grazie all’ex consigliera comunale Teresa Nannarone che aveva pungolato l’ex maggiore dell’amministratore Di Piero. Dal filone principale dell’inchiesta ne è scaturito un altro a carico di un ex dirigente e due funzionarue del Comune di Sulmona, accusati di falsità ideologica per aver rilasciato pareri favorevoli nonostante profili di irregolarità. Allo stato attuale i dipendenti comunali sono ancora indagati e hanno presentato le memorie difensive. Secondo l’accusa i tre in concorso tra loro, avrebbero sottoscritto un’autorizzazione paesaggistica datata 17 novembre 2021 per lavori di ristrutturazione urbanistica in un edificio situato in Via Tratturo. Il progetto prevedeva la demolizione e la ricostruzione con ampliamento e cambio di destinazione d’uso, con una volumetria complessiva di circa 1690 metri cubi, ben oltre i 1000 mc consentiti per questo tipo di interventi. Il documento, secondo quanto riportato nell’atto di indagine, attestava falsamente la compatibilità paesaggistica dell’intervento, nonostante l’annullamento di precedenti autorizzazioni da parte della Regione e la presenza di vincoli paesaggistici sull’area interessata.
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Doràn
Doràn il quinto moschettiere misterioso della saga di Dumas.
