Si chiama “AMOR(R) – Area Museale Naturale del Morrone” il progetto che si propone di restituire piena fruibilità, dignità e prospettive di sviluppo a uno dei patrimoni più importanti del territorio peligno: l’area Celestinana. Presentato al Comune di Sulmona dalla Cooperativa Servizi Turistici Sulmona e dall’Associazione Uniti per Celestino V, presieduta dall’ex vice sindaco di Pratola Peligna Costantino Cianfaglione, rappresenta una proposta di Partenariato Speciale Pubblico-Privato (PSPP) che mira a valorizzare e gestire in modo integrato l’intera area museale naturale del Morrone. Questa comprende luoghi di grande significato storico, culturale, religioso e naturalistico come l’Eremo di Sant’Onofrio, il Santuario di Ercole Curino e il Campo 78.
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che questi siti costituiscono “un patrimonio identitario unico non solo per Sulmona e la Valle Peligna, ma per l’intero Abruzzo, e che la loro valorizzazione può generare importanti ricadute culturali, sociali, turistiche ed economiche sul territorio”. Tra gli obiettivi strategici del progetto, dicono i promotori, vi sono la riapertura stabile e qualificata dei siti, l’ampliamento dell’offerta culturale e turistica, la destagionalizzazione dei flussi di visita, la promozione delle identità storiche e spirituali dei luoghi, oltre alla creazione di una rete permanente che coinvolga istituzioni, associazioni, operatori economici e cittadini. L’intento è costruire nuove opportunità di sviluppo locale fondate su cultura, accoglienza e turismo sostenibile.
La solidità del progetto, aggiungono i responsabili della associazione, è garantita dall’esperienza ventennale della Cooperativa Servizi Turistici Sulmona nella promozione turistica e culturale, nonché dalla profonda conoscenza storica e identitaria dell’Associazione Uniti per Celestino V, che da tempo si dedica alla valorizzazione del patrimonio legato a Pietro da Morrone e al celestinismo. La proposta privilegia inoltre un approccio inclusivo, con la costruzione di una rete territoriale ampia e partecipata che coinvolge realtà associative già attive nell’area museale, favorendo collaborazione e fiducia reciproca. Un aspetto centrale riguarda l’accessibilità: nel progetto si illustra infatti di rendere l’Area Museale Naturale del Morrone sempre più fruibile da tutti, comprese le persone con disabilità motorie, sensoriali e cognitive, superando così barriere fisiche e culturali attraverso interventi orientati all’accessibilità universale, alla sostenibilità e all’inclusione sociale.
Le attività previste comprendono servizi di accoglienza e informazione turistica, visite guidate, iniziative didattiche per le scuole, eventi tematici, promozione nazionale e internazionale, attività dedicate ai cammini celestiniani e una gestione coordinata dell’offerta culturale dell’intera area. L’obiettivo è trasformare l’Area Museale Naturale del Morrone in un autentico laboratorio di valorizzazione territoriale condiviso con la comunità locale.
I promotori, aperti al dialogo costruttivo con l’Amministrazione comunale e gli altri enti interessati, auspicano che “il confronto operativo consenta di sviluppare al meglio le sinergie necessarie per realizzare un’offerta culturale e turistica di qualità, stabile nel tempo e capace di esprimere appieno le straordinarie potenzialità dell’area”. Si tratta della seconda proposta arrivata per la gestione dell’area dopo quella dell’associazione Celestinana di Giulio Mastrogiuseppe. Una proposta che in realtà si trova nei cassetti di Palazzo San Francesco dal 2024.
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