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L’AQUILA 5 agosto – Prosegue il percorso di riforma del servizio idrico integrato in Abruzzo. Le Commissioni consiliari “Bilancio, Affari generali e istituzionali” e “Territorio, Ambiente e Infrastrutture” hanno espresso parere favorevole sullo studio di fattibilità predisposto dall’ERSI (Ente Regionale per il Servizio Idrico Integrato) che ridisegna l’assetto organizzativo del settore, proponendo la suddivisione dell’attuale Ambito Territoriale Unico Regionale (ATUR) in due sub-ambiti territoriali.

Il via libera è arrivato all’unanimità dei consiglieri presenti. Prima della votazione i gruppi del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle e di Abruzzo Insieme hanno lasciato l’Aula, mentre hanno espresso voto favorevole i gruppi di centrodestra e i consiglieri Enio Pavone (Azione) e Alessio Monaco (Alleanza Verdi Sinistra).La seduta, coordinata dai presidenti delle Commissioni Vincenzo D’Incecco ed Emiliano Di Matteo, ha visto l’audizione del presidente dell’ERSI, Luigi Di Loreto, protagonista di un’esposizione approfondita e puntuale dello studio. Nel corso dell’intervento ha illustrato con chiarezza il percorso tecnico seguito dall’Ente, soffermandosi sulle opportunità offerte dalla riforma, sulle criticità da affrontare e sulle prospettive future della gestione del servizio idrico regionale. Un lavoro definito articolato e di grande complessità, frutto di un’approfondita analisi tecnica, economica e giuridica.

L’espressione del parere da parte delle Commissioni costituisce un passaggio previsto dalla legge regionale n. 12 del 2026, che scandisce le tappe della riforma del sistema idrico abruzzese. Sarà ora la Giunta regionale a esaminare lo studio dell’ERSI e ad assumere la decisione definitiva sul nuovo modello organizzativo. Il documento, composto da 106 pagine e nove allegati tecnici, individua come soluzione più sostenibile, almeno in questa fase di transizione, la costituzione di due consorzi tra gli attuali gestori del servizio.

La proposta prevede la nascita del Sub-Ambito “Gran Sasso”, formato da GSA Spa, CAM Spa e Ruzzo Reti Spa, con l’inclusione dei Comuni della Valle Subequana, per un totale di 118 Comuni e 470.204 residenti. Il secondo, denominato “Majella-Morrone”, riunirebbe ACA Spa, SACA Spa e SASI Spa, servendo 181 Comuni e 832.195 abitanti. Nella relazione finale l’ERSI motiva la scelta di procedere con due gestori anziché con un unico soggetto regionale evidenziando come le valutazioni tecniche, economiche e giuridiche, unite ai tempi ristretti previsti dalla riforma e alla complessità di integrare immediatamente i sei gestori esistenti, rendano questa soluzione la più efficace. Lo studio richiama inoltre il quadro normativo delineato dal Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Testo Unico dell’Ambiente) e la normativa regionale che privilegia l’affidamento in house, anche attraverso forme di collaborazione consortile tra gli attuali gestori.

Nel corso della relazione, Di Loreto ha evidenziato come la costituzione dei due sub-ambiti rappresenti una scelta improntata alla gradualità: consentirà di verificare sul campo l’efficacia del nuovo modello organizzativo, accelerando i processi di aggregazione, rendendo più efficiente la gestione e salvaguardando il carattere pubblico del servizio. L’obiettivo di prospettiva resta quello di creare, qualora il percorso produca i risultati attesi, le condizioni per arrivare in futuro a un gestore unico regionale, capace di garantire una governance ancora più integrata del servizio idrico in Abruzzo.

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