👁 96 visualizzazioni

Galeotta fermata del bus, dalla storia d’amore all’incubo. Donna derubata per 200 mila euro.

Quello che sembrava l’inizio di una relazione sentimentale si sarebbe trasformato, nel giro di pochi mesi, in una vicenda giudiziaria. Una donna di 66 anni avrebbe denunciato la scomparsa di gioielli in oro, denaro contante e somme prelevate indebitamente dal proprio conto corrente, per un valore complessivo stimato intorno ai 200mila euro.

Per i fatti è finito sotto processo Giuseppe Di Ciuccio, 48 anni, originario del Molise, accusato di furto aggravato e di sottrazione e utilizzo indebito di carta di credito. La prossima udienza è stata fissata per il 22 aprile davanti al giudice del Tribunale di Sulmona, Maria Sole Aiudi.

La vicenda risalirebbe al 2024, quando i due si sarebbero conosciuti casualmente alla fermata di un autobus. Dopo i primi incontri sarebbe nata una frequentazione, sfociata successivamente in una convivenza. La donna avrebbe accolto in casa il nuovo compagno, più giovane di lei di quasi vent’anni.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, inizialmente l’uomo non avrebbe fatto mancare attenzioni e regali. Con il tempo, però, approfittando della fiducia della 66enne, avrebbe iniziato a impossessarsi di diversi oggetti di valore, tra cui monili in oro, oltre che di somme di denaro. Sempre secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe inoltre utilizzato la carta di credito della compagna per effettuare prelievi non autorizzati.

Il primo allarme sarebbe scattato quando la donna si sarebbe accorta della scomparsa di alcuni gioielli custoditi nel comodino della camera da letto e ricevuti in dono da un familiare. Da quel momento avrebbe avviato una serie di verifiche, facendo emergere, stando a quanto denunciato, ulteriori ammanchi e movimenti sospetti.

La situazione sarebbe proseguita per diversi mesi, fino a quando la donna avrebbe deciso di allontanare il compagno e di rivolgersi ai carabinieri, presentando una denuncia.

Nell’ambito delle indagini sarebbe stata acquisita anche una registrazione effettuata dalla 66enne con il proprio cellulare. La donna avrebbe messo a confronto il compagno, riuscendo a ottenere quella che, secondo l’accusa, sarebbe una confessione. Il file sarebbe stato consegnato alla Procura e inserito nel fascicolo processuale.

Di Ciuccio, tuttavia, continua a respingere ogni addebito. Spetterà ora al processo chiarire i contorni della vicenda e stabilire eventuali responsabilità, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Doràn

Doràn

Doràn il quinto moschettiere misterioso della saga di Dumas.