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Massimo Ciarelli nel 2017 era stato condannato a 17 anni per l’omicidio dell’ultrà pescarese Domenico Rigante.

 

Non si ferma all’alt ad un posto di blocco e nella fuga muore dopo uno schianto. È la prima notizia, balzata immediatamente anche nelle cronache nazionali, di ieri in tarda serata. Col passare dei minuti sono arrivati i primi dettagli: lo schianto è avvenuto tra Città Sant’Angelo e Silvi al termine di un inseguimento da parte dei carabinieri.

Questa mattina si è rapidamente diffusa la notizia dell’identità della vittima dello schianto. In sella allo scooter che non si è fermato di fronte la pattuglia dei carabinieri c’era Massimo Ciarelli, pescarese rom, 43 anni.

Un nome, quello di Ciarelli, non nuovo alle cronache locali: nel 2012 fu lui a sparare ed uccidere Domenico Rigante, ultrà del Delfino.

Massimo Ciarelli era stato condannato, in un primo momento, a 30 anni per l’omicidio Rigante. Anni ridotti a 17 dalla Corte di Cassazione, che cancellò l’aggravante della premeditazione, e dalla conseguente sentenza di rimodulazione della Corte d’Appello di Perugia.

Da quanto emerso nelle scorse ore Massimo Ciarelli non era in possesso di patente ed era in semilibertà, non poteva quindi lasciare il territorio di Pescara e la sera alle 21 doveva rientrare in carcere.

 

Alessio Di Florio

Alessio Di Florio

Nato ad Atessa (Chieti), nel 1984. Attivista e volontario di varie associazioni e movimenti culturali e sociali. Collaboratore BuongiornoAbruzzo.it e Il Messaggero Abruzzo e altri siti web d'informazione, vicedirettore WordNews.it. In passato collaboratore tra gli altri di Adista e PrimaDaNoi. Alcuni articoli su storia, cultura e valorizzazione del territorio sono stati pubblicati dal mensile VastoDomani