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A Rocca di Mezzo, non sbocciano soltanto i narcisi, sboccia la memoria e l’anima di una comunità che da ottant’anni celebra la propria storia guardando al futuro. L’80ª edizione della Festa del Narciso ha richiamato migliaia di visitatori sull’Altopiano delle Rocche, nonostante il breve temporale, confermando ancora una volta il successo della manifestazione, che da anni supera le diecimila presenze e rappresenta uno degli appuntamenti più partecipati dell’Abruzzo. A confermarlo Massimo Verrecchia, Consigliere regionale, in occasione delle celebrazioni dell’importante anniversario della storica manifestazione: “La Festa del Narciso non è soltanto un evento folkloristico di grande richiamo, ma rappresenta un patrimonio culturale e sociale che ha saputo attraversare le generazioni, mantenendo vive le tradizioni, la creatività e lo spirito comunitario che caratterizzano Rocca di Mezzo e l’intero Altopiano delle Rocche. I celebri carri allegorici rivestiti di narcisi, l’impegno delle associazioni e dei volontari, la partecipazione popolare e il forte legame con il territorio ne fanno una manifestazione unica nel panorama regionale.”

Il rito dell’infioritura dei carri allegorici di Rocca di Mezzo con i narcisi, risale al secondo dopoguerra, quando stando alla tradizione, alcuni emigranti del luogo raccontarono della caratteristica Rose Parade californiana di Pasadena tanto da spingere i giovani del paese a celebrare la rinascita in un giorno di primavera. La prima festa risale al 18 maggio 1947, poco dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Nelle prime edizioni furono utilizzate delle rudimentali piattaforme di legno sulle quali si approntavano i carri che venivano trainati da animali. Inizialmente gli allestimenti puntavano perlopiù a raffigurare la realtà rurale abruzzese, in seguito sono state realizzate rappresentazioni fantasy, poetiche e poi legate all’attualità.

L’aria fresca dell’Altopiano si mescola al profumo delicato dei narcisi, mentre piazze e vicoli si animano di voci, colori e preparativi per la grande festa. Dietro ogni carro allegorico si nascondono settimane di lavoro, ma soprattutto storie di amicizia, collaborazione e passione condivisa.

Il momento più emozionante arriva nella notte che precede la sfilata, centinaia di volontari si dedicano a un lavoro paziente e meticoloso: applicare a uno a uno migliaia di narcisi sulle strutture dei carri. Un gesto semplice che si ripete da generazioni e che trasforma carta, legno e metallo in autentiche opere d’arte floreali.

Ieri, domenica 31 maggio, il risultato di questo straordinario lavoro collettivo ha preso vita lungo le strade del paese, i carri allegorici hanno sfilano tra applausi e meraviglia, accompagnati da gruppi in costume, musica e coreografie, ogni allestimento è un racconto visivo, un’espressione della creatività locale che trova nel narciso il suo linguaggio più autentico. Protagonisti assoluti della manifestazione sono stati i sei carri allegorici, cinque realizzati dai gruppi di Rocca di Mezzo e uno proveniente da Rocca di Cambio. Opere nate da mesi di progettazione, lavoro artigianale e collaborazione, dietro le quali si cela l’impegno di decine di volontari che, anno dopo anno, contribuiscono a mantenere viva una       tradizione profondamente radicata nel territorio.

Tra i carri che hanno riscosso maggiore successo spiccano quello ispirato alla leggenda dei Mazzamurejje, figure enigmatiche della tradizione popolare abruzzese, e il suggestivo carro dedicato alla Volpe, entrambi capaci di coniugare creatività, folklore e forza narrativa. Ogni realizzazione floreale ha proposto un racconto originale, portato in scena attraverso scenografie curate, costumi ricercati e coreografie coinvolgenti che hanno visto la partecipazione di centinaia di figuranti che, con interpretazioni coinvolgenti e costumi curati nei minimi dettagli, hanno animato il corteo trasformandolo in un evento capace di emozionare residenti e visitatori. Lungo il percorso non sono mancati applausi, sorrisi e scatti fotografici, testimonianza dell’entusiasmo con cui il pubblico ha accolto il passaggio dei carri fioriti.

A Rocca di Mezzo, ogni primavera, non sbocciano soltanto i narcisi. Sbocciano la memoria e l’anima di una comunità che da ottant’anni celebra la propria storia guardando al futuro.

 

Latifa Benharara

Latifa Benharara

Latifa Benharara nata e residente a Sulmona, classe 1990. Autrice, artista e promotrice culturale, collabora con testate regionali e nazionali. Pittrice, è presidente dell'associazione Culturale Ilhem, organizza eventi artistici e favorisce il dialogo interculturale. Appassionata di ciclismo è una Guida Ciclo-Sportiva-Turistica e Direttore di Corsa, è stata inoltre ufficio stampa di diverse società ciclistiche, attualmente è impegnata nella stesura del suo primo romanzo.