D’Ippolito, direttore tecnico Sasi: «soluzione adottata dopo la frana è ora insufficiente».
È previsto nella mattinata di domani il ripristino dell’erogazione idrica in quindici comuni, quasi tutti nel vastese interno, in cui i rubinetti sono a secco da ieri mattina. L’erogazione idrica è stata interrotta ieri mattina alle 8 nei comuni di Atessa, contrade Carapelle e Quercianera, Carpineto Sinello, Carunchio, Casalanguida, Celenza sul Trigno, Dogliola, Fresagrandinaria, Guilmi, Lentella, Liscia, Palmoli, Roccaspinalveti, San Giovanni Lipioni, Tornareccio e Tufillo.
Sono i quindici territori comunali che hanno vissuto un mese di aprile, e parte del mese di maggio, in totale emergenza a causa delle rotture causate dalle frane conseguenza delle alluvioni di fine marzo e inizio aprile, i giorni in cui è crollato il ponte della statale 16 adriatica sul fiume Trigno e furono interrotte la circolazione ferroviaria e autostradale.
«Lavori di riparazione della condotta principale in località Acqua Viva del comune di Roccaspinalveti» dell’adduttrice principale dell’acquedotto sul fiume Sinello la motivazione dell’interruzione idrica comunicata dal responsabile del Servizio Manutenzione della Sasi Vincenzo Eugenio nel pomeriggio del 28 luglio.
Una successiva comunicazione ha specificato i dettagli della riparazione e la motivazione: «un’operazione significativa che permetterà a tutta la zona di avere più acqua». Pio D’Ippolito, direttore dell’area tecnica della Sasi, ha sottolineato che «la soluzione adottata dopo la frana è ora insufficiente poiché la risorsa idrica attualmente disponibile alla Sorgente Sinello è maggiore e non riesce ad essere trasportata, perciò stiamo aggiungendo due tubi dal diametro di 12 centimetri capaci di accogliere una maggiore portata di acqua».
La riparazione effettuata da operai e tecnici della Sasi rappresenta, quindi, un «intervento molto importante che ha l’obiettivo di aumentare la disponibilità della risorsa idrica in un territorio che da tempo subisce la mancanza di acqua con gli inevitabili e comprensibili disagi» ha sottolineato la società presieduta da Nicola Scaricaciottoli, ex sindaco di Paglieta.
Il 7 aprile, nelle ore in cui la riattivazione di una frana ultracentenaria a Petacciato ha portato alla chiusura di autostrada e linea ferroviaria, una frana ha travolto la conduttura idrica in località località Acquaviva a Roccaspinalveti. Nella stessa zona una precedente frana nel giugno 2024 aveva travolto un altro tratto della conduttura. Una nuova rottura, sempre in località Acquaviva a Roccaspinalveti, prolungò l’emergenza 36 giorni dopo la frana. È necessario un «investimento serio su un territorio che continua a mostrare crepe e fragilità» sottolineò Scaricaciottoli.
