Dalla associazione Tutela Diritti Animali riceviamo un comunicato che stigmatizza i criteri di gestione del canile di Collelongo e ne chiede la revoca della autorizzazione.
“Scandalo randagismo nell’aquilano: maxi esposto di Tutela diritti animali Ets. Sotto accusa le
omissioni di Asl 1 E Regione per la gestione abusiva del canile di Collelongo che serve 45 Comuni. Chiesto il ritiro immediato dell’autorizzazione.
PESCARA / CASTELVECCHIO SUBEQUO (AQ) – 6 ottobre 2026 – Una durissima istanza di autotutela, diffida amministrativa ad horas e un contestuale esposto-denuncia sono stati notificati ieri mattina al Comune di Castelvecchio Subequo (AQ), alle Procure della Repubblica e della Corte dei Conti, all’ANAC, al Nucleo Speciale Anticorruzione della Guardia di Finanza, al Prefetto dell’Aquila e ai vertici della ASL 1 e della Regione Abruzzo. A firmare l’azione legale è Gabriele Bettoschi, Presidente e Legale Rappresentante dell’associazione “Tutela Diritti Animali ETS”.
Al centro della denuncia, supportata da ben 24 allegati documentali, vi sono gravissime anomalie contabili, amministrative e fiscali riguardanti il servizio di custodia dei cani randagi. Si tratta di un sistema che non riguarda solo Castelvecchio Subequo, ma che estende i suoi effetti su ben 45 Comuni della Provincia dell’Aquila che si appoggiano alla struttura di Collelongo, oggetto da anni di interrogazioni parlamentari, esposti e inchieste giornalistiche di rilevanza nazionale, andate in onda anche su Rai 3 in prima serata.
L’ULTIMATUM AL COMUNE: ANNULLAMENTO IMMEDIATO O SARÀ RICORSO AL TAR
L’Associazione ha anche formulato una formale diffida al Comune di Castelvecchio Subequo chiedendo l’immediato annullamento d’ufficio in via di autotutela della Determinazione n. 80/2026 e il blocco immediato di ogni pagamento o liquidazione.
«Se il provvedimento non sarà annullato immediatamente, depositeremo ricorso al TAR Abruzzo», annuncia con fermezza Gabriele Bettoschi. Una decisione, quella del Tribunale Amministrativo Regionale, destinata a provocare un inevitabile effetto domino istituzionale: della pronuncia del TAR dovranno infatti obbligatoriamente tenere conto tutte le altre 45 amministrazioni comunali dell’Aquilano, attualmente convenzionate in modo del tutto irregolare e gravemente illegittimo con la Comar Farm Casaline Srl.
MACROSCOPICHE RESPONSABILITÀ DELLA ASL 1 E DELLA REGIONE ABRUZZO
L’esposto di Tutela Diritti Animali ETS mette nero su bianco le pesanti e concorrenti responsabilità degli organi di controllo sanitari:
* OMISSIONI SISTEMICHE DELLA ASL 1: Viene contestata una grave e perdurante omissione nei controlli ispettivi di secondo livello da parte del Servizio Sanità Animale della ASL 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila. Gli uffici veterinari avrebbero tollerato che il canile di Collelongo operasse in totale violazione di legge, consentendo il trasferimento di cani randagi catturati verso una struttura gestita di fatto dalla COMAR FARM CASALINE SRL, soggetto radicalmente privo di autorizzazioni regionali per la custodia e il rifugio, così come più volte è stato costretto ad attestare il competente Dipartimento della Sanità della Regione Abruzzo su precise e ripetute istanze della stessa associazione.
* INERZIA DELLA ASL DAVANTI ALLE DIRETTIVE REGIONALI: I servizi ispettivi della ASL 1 avrebbero mostrato un’assoluta e ingiustificata inerzia davanti a una nota vincolante della stessa Regione Abruzzo (la n. 0282056/25) che già nel 2025 imponeva di informare tutti i Comuni che la Comar Farm Casaline Srl non aveva titolo per gestire il servizio di ricovero cani e di applicare le sanzioni previste.
* RICHIESTA ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI VERIFICARE I REATI: È stato chiesto alla Magistratura di verificare la sussistenza dei reati di falso ideologico in atto pubblico (art. 479 c.p.) e omissione in atti d’ufficio (art. 328 c.p.) nei confronti dei dirigenti dei Servizi di vigilanza della ASL, i quali, in alcuni controlli ispettivi, avrebbero attestato situazioni non vere senza mai nulla rilevare sulla illegittima e abusiva gestione del canile da parte della COMAR FARM CASALINE SRL. Tale scenario risulta evidente dalla lettura dell’Audit del Dipartimento Sanità del 12/06/2025, effettuato a seguito di formale richiesta dello stesso Bettoschi.
* CHIESTO IL RITIRO IMMEDIATO L’AUTORIZZAZIONE ALLA REGIONE: È stata presentata formale richiesta al Dipartimento Sanità della Regione Abruzzo per la cancellazione definitiva dall’Albo Regionale delle Strutture di Ricovero e il conseguente ritiro dell’autorizzazione all’esercizio del Canile di Collelongo intestato al “Centro Cinofilo del Fucino Snc”. La Snc ha infatti demandato la gestione reale alla Comar Farm con artifizi e raggiri, svuotando di fatto il patrimonio aziendale per eludere le procedure di riscossione coatta dei creditori ed erariali, configurando un’occupazione abusiva dell’immobile pubblico comunale di Collelongo.
GRAVE DANNO ERARIALE (IL CANILE FANTASMA)
Mentre il Comune di Castelvecchio Subequo continua a distrarre fondi pubblici per remunerare la COMAR FARM CASALINE SRL, sprovvista di ogni pur minimo titolo, il canile sito nel suo territorio – realizzato interamente con soldi pubblici della Comunità Montana e completato fin dal 2010 con tanto di collaudi e arredi idonei – giace in uno stato di totale abbandono da oltre 16 anni.
ALLARME AMIANTO
L’esposto solleva infine un gravissimo rischio sanitario ed epidemiologico: la struttura privata di Collelongo presenta tettoie in eternit/cemento-amianto degradato al di sotto delle quali stazionano quotidianamente gli animali, gli operatori e i visitatori esterni, tra cui minori. Per tale omissione è stata già depositata formale denuncia al N.O.E. (Nucleo Operativo Ecologico) dei Carabinieri.
LE RICHIESTE DI INTERVENTO PENALE E DISCIPLINARE
Oltre ad aver richiesto al Comune di Castelvecchio Subequo l’annullamento dell’affidamento alla Comar Farm Casaline Srl, e all’Agenzia delle Entrate e al Comando Nucleo Speciale Anticorruzione della Guardia di Finanza mirati accertamenti sulle fittizie operazioni di trasferimento delle convenzioni pubbliche, Bettoschi ha chiesto al Direttore Generale della ASL 1 l’istituzione immediata di una commissione ispettiva interna straordinaria per accertare le negligenze dei veterinari territoriali e valutare le relative responsabilità disciplinari e dirigenziali. L’autorità giudiziaria è stata investita per verificare la sussistenza di reati gravissimi, che coinvolgono sia il titolare del canile di Collelongo (Centro Cinofilo del Fucino Snc) sia l’attuale suo abusivo gestore (la Comar Farm Casaline Srl).”
