Operazione della Polizia di Stato in esecuzione ordinanza gip Foggia.
Si coordinava tramite app di messaggistica criptate la banda accusata di furti di auto e ricettazione in Abruzzo, Molise e Puglia secondo le accuse degli inquirenti.
Quattro gli arresti eseguiti dagli agenti del Commissariato di Polizia di San Severo, coordinati dalla Procura di Foggia, in esecuzione di un provvedimento del Gip del Tribunale di Foggia. Furti di auto e ricettazione le accuse contestate, in alcuni casi secondo quanto sarebbe emerso nelle indagini le auto rubate erano state rivendute per commettere ulteriori reati.
Ad ottobre scorso il segnale Gps di una Hyundai Tucson rubata a Vasto indicò come punto di approdo la provincia di Foggia. Territorio in cui, come documentato e denunciato da svariate inchieste, è enorme il numero di automobili rubate che vengono fatte arrivare provenendo da vari territori abruzzesi e molisani e “cannibalizzate”. La “cannibalizzazione” consiste nello smontare pezzi delle auto per poi rivenderle su mercati illeciti.
Solo nel marzo 2025 furono tre le auto – una Fiat 500 rubata a Fresagrandinaria, una Fiat Panda rubata a Vasto e un’Alfa Romeo Giulietta rubata a San Salvo – rintracciate a San Severo. Decisivi per il ritrovamento i segnali Gps delle utilitarie. In un’operazione congiunta di Polizia di Stato e Carabinieri nei campi tra San Severo e San Paolo di Civitate, entrambi in provincia di Foggia, nel giugno dell’anno scorso furono sedici le auto rintracciate, quasi tutte rubate tra Abruzzo e Molise, che furono riconsegnate ai legittimi proprietari. Tre gli arresti il mese precedente, eseguiti dai carabinieri di Atessa e San Severo, di due minorenni e un maggiorenne residenti a San Severo per furti di auto avvenuti tra il dicembre 2023 e l’aprile 2024. Il furto e la “cannibalizzazione” delle auto due anni fa ebbe anche la ribalta televisiva nazionale: il popolare inviato di Striscia la Notizia Pinuccio il 2 giugno rivelò che nei primi quattro mesi dell’anno le forze dell’ordine avevano individuato nelle campagne di Cerignola 400 auto “cannibalizzate”.
L’ultima precedente operazione contro il furto e la “cannibalizzazione” di auto è dell’agosto scorso: undici arresti (quattro ai domiciliari) e venti indagati. Indagini condotte dalla procura di Foggia, provvedimenti eseguiti dai carabinieri di Termoli e San Severo. La maxi operazione ha sgominato una banda che agiva in cinque regioni: Abruzzo, Marche, Molise, Puglia e Campania.
Nel 2022 furono due le maxi operazioni delle forze dell’ordine, nella prima fu disarticolata una banda al cui vertice c’era un soggetto vicino ad un clan della Sacra Corona Unita.
Questo l’approfondimento sulle due notizie del 17 giugno 2022.
Denominazione indicativa che restituisce il livello e il peso dell’operazione, On The Road, ad indicare il “dinamismo criminale degli indagati, che avevano coperto un area vastissima dove colpire”. Accertati “31 episodi di furto di autovetture, del valore di circa 40/50 mila euro cadauna”, deferito a piede libero “1 soggetto per minorenne per furto di autovettura”, rinvenute “circa 20 autovetture con relativa riconsegna ai legittimi proprietari”, “misura cautelare personale a carico di 6 persone (3 in custodia in carcere e 3, invece, agli arresti domiciliari), emessa dal G.I.P. del Tribunale di Foggia su richiesta della locale Procura della Repubblica”.
L’operazione condotta dai Carabinieri di San Severo supportati da Comando Provinciale di Foggia, Sio del 10° Rgt Campania, Sat dell’11° Rgt cc Puglia e da unità cinofile di Bari ha consentito “la presunta individuazione di un sodalizio criminale, con base operativa nel comune di San Severo, dedito in modo esclusivo a furti di autovetture di grossa cilindrata (Alfa Stelvio, Range Rover Evoque, Grande Cherokee, Maserati, del valore all’incirca di 40/50 mila euro cadauna) e motocicli tra ilnord della Puglia (prevalentemente l’Alto Tavoliere), il Molise (prevalentemente Termoli, Montenero di Bisaccia), l’Abruzzo (prevalentemente Pescara, Francavilla a Mare, Vasto, Silvi Marina, Campli) e le Marche (Grottammare)”.
Questi alcuni dei dettagli resi noti dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Foggia. “Il sodalizio avrebbe anche avuto una vera e propria divisione di ruoli, infatti emergeva una sorta di esperto
informatico, addetto all’apertura dei veicoli da asportare, mediante l’utilizzo di apparecchiature
elettroniche di nuova generazione, in particolar modo OBD, (on-board diagnostics), chiavi transponder decodificate, radar ed altri oggetti capaci da bypassare le centraline dei veicoli da asportare. Vi sarebbero, poi, gli “autisti” dell’associazione, i quali avrebbero avuto il compito specifico di effettuare il servizio di “staffetta” lungo le vie di fuga e ancora, vi sarebbero stati anche gli “addetti” alla guida dei mezzi rubati al fine di condurli in luoghi prestabiliti di occultamento, di elevate capacità alla guida. Infine, membri portanti dell’associazione a delinquere in questione sarebbero i soggetti utilizzati per i canali estorsivi, i cosiddetti “cavalli di ritorno”, soggetti che con la loro conoscenza del territorio e capacità intimidatoria, avrebbero avvicinato i proprietari dei veicoli rubati, ai quali chiedere il pagamento di notevoli somme di denaro al fine di riavere i propri mezzi. La spregiudicatezza del gruppo criminale, in particolar modo, sarebbe emersa nel corso delle indagini anche in due occasioni. In un caso il padre di un indagato si sarebbe vantato con gli altri sodali le particolari capacitàpredatorie del figlio, ritenuto riferimento anche sul piano tecnologico nellacommissione dei furti. In un altro caso, sul noto social Tik Tok, alcuni indagati avrebbero mostrato sprezzanti varie banconote con sullo sfondo un’autovettura di grossa cilindrata probabile oggetto di furto commesso in precedenza”.
