Operazione partita da Napoli, i soldi trafficati anche all’estero.
Una rete di contraffazione e traffico di denaro falso inviato anche all’estero e che aveva a Montenerodomo, in provincia di Chieti, due centrali di produzione.
Sono queste le accuse che hanno portato a disporre un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di cinque soggetti al termine di un’inchiesta dei Carabinieri del Nucleo Operativo Antifalsificazione Monetaria di Napoli.
L’inchiesta era partita nel dicembre di due anni fa dalla Procura di Lanciano.
Tre persone, residenti a Montenerodomo e Roma, sono stati posti agli arresti domiciliari mentre altre due, residenti ad Ascoli Piceno, sono sottoposti all’obbligo di dimora.
Scellini tanzaniani, ugandesi, kenioti, lek albanesi e franchi della Comunità finanziaria africana le valute estere contraffatte, Francia, Finlandia, Germania, Spagna e Polonia gli Stati esteri in cui avvenivano i traffici mediante plichi postali e transazioni su telegram.
