👁 731 visualizzazioni

Un grave episodio di maltrattamenti in famiglia è avvenuto a Sulmona, dove un uomo di 47 anni, già noto alle forze dell’ordine, avrebbe picchiato e minacciato di morte la propria compagna coetanea. La violenta lite, iniziata intorno alle sette del mattino, ha destato la preoccupazione dei vicini di casa, svegliati dalle urla provenienti dall’appartamento.
Secondo le testimonianze raccolte, l’uomo, probabilmente sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, avrebbe aggredito la donna con schiaffi, pugni e calci, provocandole numerose escoriazioni ed ecchimosi su diverse parti del corpo. Durante la discussione non sono mancate offese pesanti e minacce di morte che hanno ulteriormente spaventato chi abitava nelle vicinanze. Allertate dai vicini, le forze dell’ordine sono intervenute tempestivamente sul posto insieme ai medici del 118, che hanno trasportato la vittima al pronto soccorso dell’ospedale cittadino. Qui è stato immediatamente attivato il percorso dedicato alle vittime di violenza di genere, a tutela della donna. Il 47enne è stato fermato dai carabinieri della compagnia di Sulmona e condotto in caserma per gli accertamenti di rito. Non essendo stata rilevata la flagranza di reato, è scattata una denuncia a piede libero per maltrattamenti in famiglia alla procura della Repubblica di Sulmona. La vittima ha riferito agli inquirenti che l’episodio violento non sarebbe stato isolato, confermando una situazione di violenza reiterata. L’intervento tempestivo dei vicini e la loro decisione di chiamare il numero unico di emergenza si sono rivelati fondamentali per interrompere la spirale di violenza. Un ruolo importante, nei reati di violenza di genere, viene infatti ricoperto dalle persone informate dei fatti o dai testimoni. Le condizioni della vittima comunque non sono gravi anche se dovrà sottoporsi ad ulteriori consulenze sanitarie e ai percorsi previsti dalla normativa. La denuncia infine aggrava la posizione del 47enne poiché mette a rischio l’affidamento in prova che nei mesi scorsi gli era stato concesso dal tribunale di sorveglianza dell’Aquila. Il 47enne era stato infatti condannato a cinque anni di reclusione per il blitz razzista nell’ex centro di accoglienza di corso Ovidio dove un gambiano era stato accoltellato da un senzatetto. La Corte di Cassazione aveva respinto il ricorso ma il magistrato di sorveglianza aveva sospeso l’ordine di esecuzione emesso dalla procura generale della Corte d’Appello dell’Aquila dal momento che il 47enne, tossicodipendente, è stato preso in carico dai percorsi di cura. La denuncia per maltrattamenti potrebbe quindi portare il tribunale di sorveglianza a revocare il beneficio

Doràn

Doràn

Doràn il quinto moschettiere misterioso della saga di Dumas.