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Un divieto di avvicinamento di almeno mille metri e, dopo il rifiuto del braccialetto elettronico, anche il divieto di dimora. Sono le misure disposte dal gip del Tribunale dell’Aquila, Marco Billi, nei confronti di un 44enne originario di Popoli Terme e residente a Capestrano, accusato di atti persecutori ai danni del sindaco Antonio D’Alfonso.

Secondo quanto ricostruito nell’ordinanza cautelare, i comportamenti contestati si sarebbero protratti dal 27 maggio 2025 al primo ottobre 2026. Per oltre un anno, l’uomo avrebbe pubblicato su Facebook contenuti offensivi e denigratori nei confronti del primo cittadino, arrivando anche a diffondere fotografie della sua automobile accompagnate da espressioni ingiuriose.

Alle pubblicazioni social si sarebbero aggiunti numerosi messaggi inviati tramite WhatsApp e SMS, alcuni dei quali contenenti minacce di morte. Gli ultimi episodi, risalenti all’estate e all’autunno del 2026, sarebbero stati caratterizzati da un’intensificazione dei toni intimidatori, fino alle minacce rivolte direttamente al sindaco.

Le condotte, secondo il giudice, avrebbero provocato in D’Alfonso un grave stato di ansia e paura, oltre a un fondato timore per la propria incolumità e quella dei familiari. Il primo cittadino sarebbe stato inoltre costretto a modificare le proprie abitudini di vita.

Il provvedimento vieta al 44enne di avvicinarsi ai luoghi frequentati dal sindaco, a partire dalla sua abitazione e dagli spazi legati all’attività lavorativa, tra cui piazza Mercato, a Capestrano. La distanza minima da rispettare è di mille metri.

L’indagato, difeso dall’avvocato Alessandro Margiotta, ha rifiutato l’applicazione del braccialetto elettronico. Per questo motivo, nei suoi confronti è scattato anche il divieto di dimora. I carabinieri della compagnia di Sulmona hanno eseguito l’ordinanza e accompagnato l’uomo presso l’abitazione di un familiare.

Doràn

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Doràn il quinto moschettiere misterioso della saga di Dumas.