Erano otto i comuni ricompresi nella vecchia proposta, il Wwf e il senatore PD Fina chiedono al Ministero dell’Ambiente di eseguire la sentenza del TAR anche prima del termine dei 90 giorni imposti dai giudici.
Il Parco Nazionale della Costa Teatina, rinominato in “Costa dei Trabocchi e Teatina” su proposta del senatore Etelwardo Sigismondi (Fratelli d’Italia), è tornato in questi mesi al centro delle attenzioni della politica e delle associazioni ambientaliste.
Dopo lunghi anni di dibattiti e contrapposizioni, e la proposta di perimetrazione formulata dall’allora commissario ad acta Pino De Dominicis, l’istituzione del nuovo Parco nazionale – iter iniziato nel lontano 2001 – sembrava esser finito su un binario morto, sepolta in qualche cassetto del Ministero dell’Ambiente.
In realtà così non è stato e negli anni scorsi l’iter ha registrato nuovi passi in avanti. Nel 2022 l’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA) ha formulato una proposta di perimetrazione diversa da quella di De Dominicis e molto più ampia.
È questa perimetrazione che oggi è sul tavolo e se, dopo la sentenza del TAR, il Ministro dell’Ambiente firmerà il decreto dovrà basarsi su questa. Ma fino a pochi mesi fa la notizia era sconosciuta a quasi tutti, nessun riscontro era arrivato sui territori.
I riflettori sono stati accesi dopo l’emendamento all’ultima legge di bilancio, che ha riportato l’attenzione sull’iter istitutivo del Parco, presentato dal senatore Sigismondi.
Erano 8 i Comuni già ricompresi nel territorio del Parco: Ortona, Torino di Sangro, Casalbordino, Rocca San Giovanni, San Vito Chietino, Fossacesia, San Salvo e Vasto. Un numero più che raddoppiato dall’Ispra che ne aggiunti altri 11: Paglieta, Lanciano, Villalfonsina, Pollutri, Mozzagrogna, Monteodorisio, Tollo, Atessa, Scerni, Miglianico e Francavilla.
«La sentenza del TAR Abruzzo rappresenta una sonora sconfitta per il Governo – ha dichiarato Michele Fina, senatore del Partito Democratico – È inaccettabile che, ancora una volta, sia stato necessario l’intervento della magistratura per richiamare al suo dovere il Ministero dell’Ambiente».
L’esponente abruzzese del partito guidato da Elly Schlein chiede al governo di concludere l’iter il prima possibile senza ulteriori rinvii. «La Costa Teatina non è soltanto uno dei tratti più preziosi del litorale: è un patrimonio di biodiversità, paesaggio, cultura e sviluppo sostenibile che attende da tempo il riconoscimento previsto dalla legge. Il Governo non può continuare a ignorare un territorio che chiede tutela e valorizzazione – si legge nella nota inviata da Fina – Il Governo -conclude il senatore- dia finalmente seguito a quanto disposto dal TAR e completi senza ulteriori rinvii l’iter per l’istituzione del Parco nazionale della Costa Teatina e dei Trabocchi».
Sulla stessa lunghezza d’onda il Wwf che ha inviato una diffida ad adempiere alla sentenza del TAR, senza attendere i 90 giorni imposti come termine dai giudici e ricorsi in secondo grado, e concludere l’iter istitutivo del nuovo Parco.
«Il TAR ha posto fine con una storica sentenza a una lunghissima fase di inedia nella quale lo Stato, senza alcuna giustificazione, si è rifiutato di dare seguito a una propria legge. L’auspicio è che ora non si perda altro tempo e si dia finalmente forma ad un Parco che sarà insieme un efficace presidio ambientale e un volano per un’importante crescita sociale, rispettosa della natura e delle future generazioni» ha dichiarato Luciano Di Tizio, presidente nazionale dell’associazione del Panda.
«Il blocco della proposta elaborata nell’agosto del 2015 dal Commissario straordinario nominato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri ha comportato che il perimetro provvisorio che il Ministero dell’Ambiente dovrà prendere in considerazione sarà quello indicato dall’ISPRA dopo il riavvio del procedimento nel dicembre del 2022» ha sottolineato Dante Caserta, Direttore Affari legali e istituzionali del WWF Italia.
