Il fatto non sussiste. Con questa formula il collegio del tribunale di Pescara, presieduto dalla giudice Marina Valente, ha assolto una 44enne di Sulmona e un 48enne di Tocco da Casauria, accusati di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale in concorso nei confronti della nipote della donna, all’epoca dodicenne. I fatti sono avvenuti a Pescara, dal settembre 2020 fino al giugno 2021. Una storia familiare complessa che si è consumata all’indomani della sentenza del tribunale per i minorenni dell’Aquila che aveva affidato la minore alla custodia della zia. Stando al capo d’imputazione la coppia era accusata di aver maltrattato la ragazzina con offese verbali e condotte denigratorie ma anche con violenze fisiche: schiaffi, minacce con il coltello e spintonamenti sulle scale. Maltrattamenti che avrebbero cagionato stati di paura e soggezione psicologica nella minore la quale aveva chiesto anche di rivolgersi a un esperto. Ma nell’accusa c’è di più. Secondo quanto ipotizzato inizialmente dalla procura e confermato dalla ragazzina nell’incidente probatorio, l’allora dodicenne sarebbe stata costretta a compiere e subire atti sessuali: baci sul collo, sulla bocca e palpeggiamenti sul fondo schiena da parte del 48enne e il tutto mentre la minore era affidata alla zia, complice di quelle violenze secondo gli inquirenti. Accuse gravi che, tuttavia, nel corso del processo sono completamente cadute. Secondo gli avvocati difensori Alessandro Tucci e Chiara Maiorano, le dichiarazioni della persona offesa non erano attendibili e non hanno trovato riscontro. “Più che maltrattamenti si trattava di litigi episodici legati alla ritrosia di osservare le regole mentre gli abbracci che aveva descritto erano solo manifestazioni di affetto condivise e non certo una violenza sessuale”- sottolinea l’avvocato Tucci. I giudici hanno accolto la richiesta della procura e hanno assolto gli imputati con formula piena
👁 143 visualizzazioni
Doràn
Doràn il quinto moschettiere misterioso della saga di Dumas.
