Chissà se il 1 di luglio sarà una data che noi abruzzesi dovremo ricordare con amarezza.
Un Frecciarossa partirà questa mattina da Napoli per arrivare a Bari in 3 ore e mezza e renderà operativa l’alta velocità tra Campania e Puglia.
Era una linea malmessa peggio della nostra.
Dalle parti nostre invece il progetto di velocizzazione della Pescara-Roma balbetta in maniera ridicola.
Prima dilaniato dalle rivalità tra chi voleva un rafforzamento della linea esistente e chi voleva una nuova linea che passasse per l’Aquila.
Poi si è messo in piedi un progetto di interventi annosi, che la vita di Matusalemme a confronto è un episodio da serie televisiva.
Ma il tutto per far che?
Non certo l’alta velocità.
Piuttosto un intervento rabberciato che vede il doppio binario da Pescara a Manoppello (guarda un po’), una distribuzione delle fermate da Pescara a Sulmona, una serie di interventi infrastrutturali tra Avezzano e Roma e un
cazzo niente tra Sulmona e Avezzano.
“Si guadagnerà un’ora” dicevano dai vertici Trenitalia, “non c’è domanda di viaggiatori” avevano aggiunto lapidari.
E te credo con quei tempi di percorrenza a chi volevate che venisse voglia di viaggiare in treno tra l’altro con quelle carrozze ottocentesche.
La voglia di viaggiare e la domanda di utenza si crea con servizi efficienti e rapidi.
“Ma è roba delle Ferrovie”, direte voi.
Certo, ma le grandi aziende di servizi nazionali, nelle regioni, fanno sempre quello che gli chiedono gli organi di governo regionali.
Comunque il problema è un altro.
È quello che in origine fu chiamato “Corridoio 5”.
Erano, e sono, corridoi trans continentali, individuati dalla Unione Europea, che attraversavano orizzontalmente l’Europa per favorire il trasporto delle merci dall’Oceano Atlantico sino alle aree mediorientali.
L’asse Lisbona-Barcellona doveva proseguire in Italia con un corridoio che si chiamò Tirreno – Adriatico.
Non si trattava solo di ristrutturazione delle linee ferroviarie ma di veri e propri interventi sui collegamenti che avrebbero beneficiato di particolari e cospicui finanziamenti europei.
Sebbene se ne parli da tempo, presso le istituzioni abruzzesi il tema è stato messo spesso a caciara e, dalle parti della Valle Peligna, a parte un forte e concreto interessamento e attivismo del Sindaco Annamaria Casini la cosa è sempre passata sotto gamba.
Da noi passa tutto in silenzio.
Anche l’unico intervento ferroviario che è stato fatto, rappresentato da quella oscenità della bretella ferroviaria.
Uno sfregio in faccia che ci siamo fatti fare senza che né dalle istituzioni, né dalla popolazione, partisse un benché minimo sussulto d’orgoglio e dignità.
E pensare che alla inaugurazione si sono messi a litigare Marsilio e D’Alfonso, rivendicandone i meriti, come se si trattasse della stazione di partenza per la Luna.
Ma per tornare al tema, per l’asse Tirreno-Adriatico c’erano in ballo tre opzioni.
La Roma – Pescara, la Livorno – Ancona e la Napoli – Bari.
Non si sa se l’Alta Velocità inaugurata oggi tra Napoli e Bari sia solo un goal o il fischio finale della partita.
Ma per noi è sicuramente una brutta figura.
Mentre noi arranchiamo gli altri corrono.
