“La ricostruzione delle chiese aquilane: 2009–2026” il tema al centro dell’incontro svoltosi nei giorni scorsi e promosso dalla Fondazione Carispaq, con l’intento di fare il punto sul percorso di recupero e rinascita degli edifici sacri danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009.
Un appuntamento nel corso del quale ci sono stati diversi spunti di riflessione non solo sullo stato degli interventi di recupero e restauro, ma anche sul valore identitario, storico e spirituale delle chiese aquilane, luoghi simbolo della memoria collettiva e cuore del patrimonio artistico della città.
Non sono mancate le cifre: secondo un’indagine della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggi per L’Aquila e Teramo, in questi anni sono stati finanziati, attraverso delibere CIPE/CIPESS, 233 interventi per un totale di 286 lotti e 377 milioni di euro destinati al restauro, alla conservazione e alla ricostruzione degli edifici ecclesiastici.
“Cifre enormi – ha scritto in un indirizzo di saluto il Soprintendente Massimo Sericola – soprattutto se raffrontate alle forze in campo e alla complessità degli interventi, che mirano alla conservazione di un patrimonio preziosissimo e unico e alla restituzione di beni che costituiscono elementi centrali per le comunità”.
“Le chiese aquilane sono simboli identitari della nostra comunità e custodiscono la memoria storica, culturale e spirituale del territorio. – ha dichiarato il Presidente della Fondazione Carispaq Fabrizio Marinelli – A diciassette anni dal sisma, la ricostruzione rappresenta un segno concreto di rinascita e coesione sociale. Con questo incontro abbiamo voluto riflettere sul percorso compiuto e sulle sfide ancora aperte, riaffermando l’importanza di continuare a investire nella tutela del patrimonio culturale per il futuro della città e delle nuove generazioni”.




