L’AQUILA – La città celebra oggi 10 giugno San Massimo d’Aveia, patrono dell’Aquila e dell’arcidiocesi aquilana, figura simbolo della tradizione cristiana abruzzese, venerato da quasi diciotto secoli e punto di riferimento spirituale per generazioni di fedeli. Una ricorrenza particolarmente sentita quest’anno, nel contesto delle iniziative legate a L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 e a pochi giorni da un evento dal forte valore simbolico: la restituzione alla città della facciata restaurata della Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio, uno dei luoghi più identitari del capoluogo.
Secondo la tradizione, Massimo nacque intorno all’anno 228 ad Aveia, antica città romana situata nell’attuale territorio di Fossa, a pochi chilometri dall’Aquila. Cresciuto all’interno delle prime comunità cristiane dell’area vestina, intraprese il cammino ecclesiastico fino a diventare diacono. Visse la sua esistenza terrena nei periodi più difficili per il cristianesimo delle origini. Nel 249 l’imperatore Decio diede avvio a una vasta persecuzione contro i cristiani, imponendo a tutti i cittadini dell’Impero di compiere sacrifici agli dèi pagani come atto di fedeltà allo Stato. Massimo rifiutò di abiurare la propria fede. Arrestato e sottoposto a torture, continuò a professare apertamente il cristianesimo. La tradizione racconta che venne infine condannato a morte e precipitato da una rupe nei pressi della sua città natale.
Il suo sacrificio lo rese uno dei martiri più venerati dell’Italia centrale. Dopo il martirio, la devozione nei confronti di San Massimo si diffuse rapidamente nell’area aquilana e oltre le terre dei popoli italici, le sue reliquie furono custodite per secoli a Forcona, antico centro religioso medievale situato nell’odierna Civita di Bagno. Con la fondazione della città dell’Aquila nel XIII secolo, le reliquie del santo furono traslate nel nuovo centro urbano nel 1256. Da allora San Massimo divenne il patrono principale della città e della diocesi, assumendo un ruolo centrale nella vita religiosa e civile del territorio.
La Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio, cuore spirituale dell’Aquila, custodisce ancora oggi il ricordo e la devozione verso il martire di Aveia. Nel corso dei secoli il Santo è stato invocato dagli aquilani durante guerre, epidemie, terremoti e momenti di particolare difficoltà, diventando simbolo di protezione, speranza e resilienza. La figura di San Massimo continua fortemente a rappresentare valori: il suo rifiuto di rinnegare la propria fede, nonostante le minacce e le sofferenze subite, è diventato nel tempo simbolo di coerenza, libertà di coscienza e coraggio. Per questo motivo il culto del santo va oltre l’aspetto esclusivamente religioso, la sua memoria è entrata a far parte dell’identità storica e culturale dell’Aquila, contribuendo a costruire quel patrimonio di tradizioni che ancora oggi caratterizza la comunità aquilana.
In questa giornata commemorativa dall’Arcidiocesi dell’Aquila e il Comitato Festeggiamenti hanno predisposto una giornata intensa di appuntamenti religiosi e civili. Alle ore 11.00 si svolge la Messa Capitolare presieduta dal canonico Sergio Maggioni, arcidiacono del Capitolo Metropolitano, con l’animazione liturgica curata dal maestro Paolo Di Blasio. Alle ore 18.00, nella chiesa di Santa Maria del Suffragio, conosciuta dagli aquilani come “Anime Sante”, è in programma la Messa Stazionale presieduta dall’arcivescovo metropolita dell’Aquila, monsignor Antonio D’Angelo, concelebrata dai sacerdoti della diocesi e accompagnata dal Coro Diocesano “San Massimo“. Al termine della celebrazione prenderà il via la tradizionale processione attraverso le vie del centro storico scortato dai volontari del CISOM, richiamando centinaia di fedeli e cittadini. Accanto alle celebrazioni religiose, il programma prevede numerose iniziative aperte alla cittadinanza. Dalle 15.00 alle 18.00, Piazza Duomo ospiterà il “Ludobus Ri.Scossa”, un autobus carico di giochi e attività dedicate ai più piccoli, pensato per promuovere creatività, socialità e divertimento. Dalle ore 17.00 il Complesso Bandistico “Città di Paganica” attraverserà le strade del centro storico con un’esibizione itinerante che accompagnerà il festivo pomeriggio.
Le iniziative proseguiranno anche nei prossimi giorni. Sabato 13 giugno sono previste visite guidate all’area archeologica di Forcona e
all‘antica Cattedrale di San Massimo nella Civita di Bagno, luoghi fondamentali per comprendere le origini del culto del santo e la storia religiosa del territorio aquilano. La sera, alle 19.30, nella chiesa di Santa Maria del Suffragio si terrà la IX edizione della rassegna corale “Un canto per San Massimo”, organizzata dal Coro Diocesano “San Massimo”, sezione giovani. Le celebrazioni richiamano una tradizione che affonda le proprie radici nei primi secoli del cristianesimo e che continua a essere tramandata di generazione in generazione, a quasi 1.800 anni dalla sua morte, San Massimo occupa un posto centrale nella storia e nella tradizione dell’Aquila, dall’antica Aveia alla città contemporanea, il suo culto ha attraversando epoche, trasformazioni e momenti drammaticamente difficili.
In un anno significativo per il capoluogo abruzzese, la festa di San Massimo si conferma uno degli appuntamenti più sentiti dalla comunità, cucendo memoria storica, patrimonio religioso e partecipazione cittadina.
