Sullo scalo a servizio dei due comuni dibattito infuocato tra Menna, Spadano, Magnacca e Pd, Psi propone collaborazione e unione tra i territori per il bene comune.
La prossima primavera vedrà una consultazione elettorale decisiva per il vastese: la geografia politica del comprensorio potrebbe essere stravolta o consolidata con il voto in vari comuni tra cui Casalbordino, Vasto e San Salvo, tre comuni di oltre 66.000 abitanti circa.
A Casalbordino le urne paiono lontane e sobria è l’attesa con pochi rumors, qualche voce, rari movimenti e nessun scatto in avanti particolare.
A San Salvo la composizione del consiglio comunale ha avuto scossoni importanti, che potrebbero anche diventare determinanti per le future sorti elettorali, ma si resta in sospeso, sembra quasi in attesa di uno start, dell’avvio alle danze.
Vasto vive una campagna elettorale iniziata, di fatto, ancor prima delle regionali se non ancor prima. Il dubbio c’è che, in realtà, la nuova sia iniziata appena chiusi i seggi nel 2021. Il sindaco uscente Francesco Menna non potrà ricandidarsi mentre il centrodestra cerca la quadra per sperare di tornare a vincere dopo vent’anni. Potrebbe essere una competizione contendibile, come accadde nel 2016, e la partita essere apertissima.
Ogni occasione diventa, quindi, buona per dibattiti, scontri, accendersi. Basta una piccola scintilla, basta anche solo una foto o una frase sui social – ormai onnipresenti – per scatenare le danze. Di una campagna elettorale iniziato da tempo ma alquanto particolare. Perché mancherebbero i soggetti principali, gli attori protagonisti e al centro della scena: ad oggi non c’è ancora sul tavolo nessuna investitura “ufficiale” di candidatura a sindaco. Non ha ancora deciso il Pd, non sembra aver ancora scelto il centrosinistra il percorso per designare il successore (o la successora) di Menna, il centrodestra si sta muovendo ma a piccoli, piccolissimi passi.
Intanto la “politica” torna ad accendersi, il clima è infuocato in questi giorni. E non è colpa del caldo torrido o degli incendi.
«La stazione ferroviaria Porto di Vasto è rinata. Ve la mostro! Dopo anni di sollecitazioni del Comune di Vasto e grazie alla programmazione dell’allora governatore Luciano D’Alfonso, sono finalmente arrivati gli interventi di riqualificazione per la stazione ferroviaria Porto di Vasto: nuova facciata, nuova illuminazione, una biglietteria completamente rinnovata e, a breve, i bagni. Ora manca l’ultimo passo: Ferrovie dello Stato accolga il progetto del Comune per realizzare una scalinata di collegamento con la parte alta della zona industriale. Un’opera che consentirà di creare centinaia di posti auto risolvendo uno dei problemi più sentiti da pendolari, turisti e cittadini».
Questo il testo che ha accompagnato ieri mattina la pubblicazione del quotidiano post di Francesco Menna a cui ha risposto, a stretto giro, Eugenio Spadano, vicesindaco di San Salvo con un articolato comunicato stampa.
«Dalla pagina Facebook del sindaco di Vasto vedo un suo video, con riprese nei locali della rinnovata stazione Vasto – San Salvo, in cui egli dice che l’opera realizzata è il risultato di un interessamento suo e del senatore Luciano D’Alfonso.
Non ho mai voluto rivendicare la paternità di quell’opera perché credo che un Amministratore debba lavorare, nell’interesse di una Comunità, ossia quella di Vasto e San Salvo, in silenzio, ma mi corre l’obbligo di fare presente come sono andate le cose in merito.
La stazione che avevamo in precedenza era indegna del nostro territorio e il sottoscritto, all’epoca presidente del Consiglio di San Salvo, invitò Peppino Forte, anche lui presidente del Consiglio di Vasto ad interessarci della ristrutturazione della stazione, chiedendo, con firma congiunta, un appuntamento con l’allora direttore del Compartimento di Ancona. L’appuntamento non fu possibile averlo subito e quando avvenne, avvisai Peppino, che non poté venire, e andammo ad Ancona io, Tiziana Magnacca e Vitale Ciavatta, conoscitore degli ambienti di Rete Ferroviaria Italiana.
A quell’incontro ne seguirono altri, fino a quando il Direttore del Compartimento, da noi invitato venne a San Salvo, e, dopo avere visionata la stazione fatiscente, decise di inserirla nel piano dei finanziamenti delle stazioni del Compartimento da ristrutturare.
Da quel momento iniziò la procedura di finanziamento, da parte di Rfi e, successivamente, di appalto della Stazione.
Il sottoscritto, unitamente al sindaco Magnacca e a Vitale Ciavatta, seguì tutti i momenti della procedura, anche con video conferenze, con Rfi, fino all’appalto, e poi con i vari direttori dei lavori, fino al completamento e alla inaugurazione della attuale stazione.
Tutto ciò non è finalizzato, da parte mia, ad accendere una inutile disputa con il sindaco di Vasto, ma semplicemente a invitarlo a collaborare nell’interesse dei nostri territori, riprendendo anche il progetto della variante della Statale 16, che nel periodo estivo mostra ancora di più la sua necessità e la pericolosità della situazione attuale».
Dopo l’intervento di Spadano con un video su facebook è intervenuta Tiziana Magnacca, assessore regionale alle attività produttive e presidente del consiglio comunale di San Salvo. «Caro Francesco Menna, dovremmo pensare che sei un mentitore seriale o uno che ha perso totalmente il contatto con la realtà, ma non lo vogliamo pensare. Pensiamo piuttosto che tu abbia avuto una botta di calore, come ci dicono gli esperti il caldo fa male, soprattutto alla testa, quando hai girato il video sulla stazione perché hai inanellato una serie di cose non corrispondenti al vero che impongono una replica perché se c’è una cosa a cui i cittadini hanno diritto è la verità» l’incipit delle dichiarazioni di Magnacca che ribadisce, sostanzialmente, i concetti espressi da Spadano e rivendica il buon operato dell’amministrazione comunale in cui lei era sindaco.
A Spadano e Magnacca ha risposto con un duro comunicato Simone Lembo, segretario cittadino del Pd a Vasto.
«Leggiamo con una certa curiosità e un pizzico di ilarità la surreale ricostruzione del vicesindaco di San Salvo, Eugenio Spadano, sulla riqualificazione della stazione Vasto-San Salvo. Con altrettanto stupore ascoltiamo le parole pronunciate dall’assessore regionale Tiziana Magnacca che rivendica addirittura un ruolo di primo piano nell’ammodernamento della stazione.
Seguendo questa logica, viene spontaneo chiedersi: tutte le altre infrastrutture presenti a Vasto sono forse opere di Tiziana Magnacca, oggi assessore regionale, e di Eugenio Spadano, vicesindaco e assessore del vicino comune di San Salvo? Strade, ferrovie, ospedale, porto, autostrada, acquedotti, oppure la stazione ferroviaria Porto di Vasto, rinnovata da RFI. Aspettiamo fiduciosi l’elenco completo delle opere presenti sul territorio comunale di Vasto di cui la destra di San Salvo tenta di rivendicare la paternità.
La realtà, molto più semplicemente, è scritta nero su bianco da RFI: la stazione Vasto-San Salvo è stata oggetto di un intervento di riqualificazione realizzato da Rete Ferroviaria Italiana, con oltre 11,5 milioni di euro di investimento, circa 10 milioni dei quali finanziati attraverso il PNRR, nell’ambito del Piano Integrato Stazioni. È RFI stessa a indicare l’intervento, i finanziamenti, i lavori e il loro completamento.
Quindi nessuno mette in discussione che amministratori locali possano aver sollecitato, incontrato dirigenti, partecipato a riunioni o seguito una pratica. È il loro dovere. Ma sollecitare un’opera non significa esserne il proprietario politico, e soprattutto non significa cancellare tutti gli altri livelli istituzionali che su quell’opera hanno lavorato.
Quanto all’onorevole Luciano D’Alfonso, Spadano farebbe bene a non confondere le carte. D’Alfonso c’entra eccome con la storia dei collegamenti ferroviari del Vastese: nel 2016 fu protagonista, insieme agli enti locali e a RFI, dell’intesa che portò alla fermata del Frecciabianca nella stazione Vasto-San Salvo. E lo stesso D’Alfonso rivendicò pubblicamente quel risultato nell’ambito della politica regionale sui collegamenti ferroviari.
Sarebbe molto più utile se il centrodestra regionale e di San Salvo, invece di replicare a qualunque dichiarazione del sindaco di Vasto, lavorassero insieme per il territorio con l’obiettivo di ottenere nuovi collegamenti, servizi ferroviari migliori e infrastrutture stradali adeguate, compresa la variante alla Statale 16.
A RFI, azienda del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane che ha materialmente realizzato l’intervento, va soprattutto il nostro ringraziamento per aver restituito alla comunità una stazione moderna, accessibile e finalmente degna del territorio».
Ultimo, finora, intervento sul tema dal coordinamento del vastese del Partito Socialista che propone collaborazione e unione tra i territori per il bene comune.
«Le recenti polemiche sui meriti dell’ammodernamento della stazione ferroviaria Vasto-San Salvo, alimentate sui social anche attraverso video e contrapposizioni, rischiano di trasformare un risultato importante per tutto il territorio nell’ennesima occasione di scontro politico.
Come Coordinamento dei Socialisti del Vastese riteniamo che questo modo di fare abbia poco a che vedere con una politica seria e responsabile, capace di guardare agli interessi delle nostre comunità e di costruire collaborazione tra territori così vicini e profondamente connessi che, per molti aspetti, possono ormai essere considerati parte di un’unica area territoriale.
Vasto e San Salvo, insieme ai Comuni del comprensorio, condividono economia, lavoro, industria, turismo, servizi, infrastrutture e mobilità. Continuare a ragionare secondo vecchi campanilismi, rivendicando meriti e primogeniture, significa non comprendere fino in fondo le sfide che abbiamo davanti.
L’ammodernamento della stazione Vasto-San Salvo deve essere considerato un risultato dell’intero territorio, non una bandierina da piantare per attribuirsi un merito politico. Una stazione più moderna, funzionale e accessibile serve ai cittadini di Vasto, di San Salvo e dell’intero comprensorio, così come alle imprese, ai lavoratori e ai turisti.
Sappiamo bene che ci aspettano mesi politicamente complicati, anche perché Vasto e San Salvo saranno chiamate contemporaneamente al rinnovo delle rispettive amministrazioni comunali. È naturale che il confronto politico si intensifichi e che ciascuna forza presenti ai cittadini le proprie idee, i propri programmi e il proprio giudizio su quanto realizzato.
Ma non tutto può e deve diventare motivo di campagna elettorale. Ci sono questioni che riguardano il futuro dell’intero territorio e che dovrebbero essere affrontate con responsabilità, collaborazione istituzionale e capacità di guardare oltre la prossima scadenza elettorale.
Allo stesso tempo, abbiamo l’impressione che alcuni gruppi di interesse esterni a Vasto guardino con particolare attenzione alla prossima competizione elettorale, con l’ambizione di aumentare la propria influenza sulla città più importante del territorio. È una dinamica che non può essere ignorata.
Vasto deve essere aperta alla collaborazione con San Salvo e con tutti i Comuni del comprensorio, ma collaborazione e integrazione non possono significare rinunciare alla propria autonomia politica, amministrativa e decisionale. Il progetto di un Vastese più forte deve nascere da comunità che collaborano alla pari, mettendo insieme energie, competenze e capacità di rappresentanza.
Unire il territorio significa rafforzare tutti, non occupare spazi politici altrui.
Anche perché i problemi veri del Vastese sono molti e richiederebbero ben altre energie rispetto alle polemiche e ai video sui social.
Pensiamo innanzitutto alla scarsità dell’acqua, alle continue interruzioni e alle difficoltà di approvvigionamento che ancora troppo spesso lasciano cittadini, famiglie e attività economiche senza un servizio essenziale. È su questioni come queste che la politica dovrebbe confrontarsi e soprattutto costruire una posizione comune del territorio.
Così come dobbiamo occuparci seriamente del futuro della riforma che si sta discutendo in Regione
sull’organizzazione degli ambiti e sulla gestione del servizio idrico. Sono decisioni che potranno incidere profondamente sugli assetti futuri e sulla capacità dei nostri territori di avere voce nelle scelte che riguardano un bene fondamentale.
Su questo, come Socialisti, vogliamo essere chiari: l’acqua è un bene comune e deve restare pubblica. La sua gestione deve essere efficiente, trasparente e capace di garantire un servizio adeguato ai cittadini, ma il principio della natura pubblica dell’acqua e del controllo pubblico sulla sua gestione deve essere salvaguardato.
Sono queste le questioni sulle quali Vasto, San Salvo e l’intero comprensorio dovrebbero unire le forze, superando le appartenenze politiche quando sono in gioco gli interessi strategici della popolazione.
Da altre parti dell’Abruzzo si discute da tempo di “Grande Pescara”, di integrazione territoriale, di servizi, infrastrutture e strategie comuni di sviluppo. Nel nostro territorio, invece, troppo spesso rischiamo di dividerci persino sulle opere che dovrebbero unirci.
Dobbiamo cambiare prospettiva.
I rappresentanti politici e istituzionali del Vastese, pur nel rispetto delle diverse appartenenze e sensibilità politiche, devono collaborare molto di più sui grandi temi strategici: infrastrutture, trasporti, sanità, acqua, sviluppo industriale, turismo, ambiente e servizi.
Su queste questioni non dovrebbero esistere confini di partito o competizioni tra Comuni. Deve esistere prima di tutto l’interesse del Vastese.
Perché se non saremo capaci di unire le forze e di presentarci con maggiore peso nei confronti della Regione e del Governo nazionale, il rischio concreto è quello di assistere a una progressiva marginalizzazione del nostro territorio, fino a diventare periferia nelle grandi scelte strategiche dell’Abruzzo.
Il futuro del Vastese non si costruisce discutendo sui social su chi abbia più meriti. Si costruisce lavorando insieme per ottenere più risultati, difendendo il territorio e affrontando i problemi concreti dei cittadini. La campagna elettorale arriverà e ognuno farà legittimamente la propria parte, ma gli interessi del Vastese devono venire prima delle elezioni e delle appartenenze politiche».

