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GORIANO VALLI- Goriano Valli, frazione del comune di Tione degli Abruzzi nel cuore del Parco Naturale Regionale Sirente Velino, si è trasformato in un grande museo diffuso a cielo aperto grazie alla manifestazione “Ju Sbannmend’”, che ha riportato in vita una delle tradizioni più suggestive della cultura abruzzese: l’esposizione delle coperte del corredo durante la processione del Corpus Domini. Oltre duecento coperte storiche hanno colorato il borgo, trasformando finestre, balconi e facciate in un mosaico vivente di colori, geometrie, fiori di storie familiari.  Tessuti che raccontano la storia della lana, della transumanza e delle antiche arti tessili, dove ogni motivo diventa traccia di una sapienza femminile tramandata per generazioni. Ogni coperta esposta ha rappresentato un frammento di vita, una narrazione collettiva che unisce famiglie e territori, restituendo al paese la dimensione di archivio vivente della memoria tessile abruzzese. L’iniziativa è stata promossa dalla cooperativa di comunità Cuore delle Valli, dal MuDi – Museo Diffuso Sirente-Velino e dalla rete BorghiIN, nell’ambito del progetto “IN Abruzzo”, con il patrocinio dell’USRC. Si tratta di un’esperienza che trasforma una tradizione antica in uno strumento contemporaneo di incontro, accoglienza e rigenerazione dei borghi. «Ju Sbannmend’ ha riaperto case, saldato relazioni e riacceso quel bisogno di paese, di identità e di radici che vive in ciascuno di noi», ha dichiarato Maria Grazia Guidone, consigliera della cooperativa Cuore delle Valli e ideatrice dell’evento.

Ad una settimana dalla manifestazione, Maria Grazia Guidone ancora emozionata, racconta il senso profondo del progetto e la sua origine:

«L’evento nasce da un lavoro di ricerca e di conservazione legato al tema delle donne e delle coperte, “A nonna se”, ai teli e ai tessuti realizzati a mano dalle nonne, fino alla cosiddetta “coperta del pane”. È il racconto di un tempo diverso, lontano dalla frenesia di oggi delle grandi città, un tempo a misura non dell’uomo ma di sé stessi: il tempo giusto, quello necessario a ogni attività, quello dedicato, che nella lavorazione manuale diventa anche tempo del cuore. Un tempo in cui il fare a mano significava cura, attenzione, lentezza e relazione. Un valore che oggi rischia di perdersi, ma che appartiene profondamente alla nostra identità. Fino a circa quarant’anni fa, durante la festa del Corpus Domini, le coperte venivano esposte dalle case lungo il percorso della processione. Era una tradizione viva, condivisa, che coinvolgeva l’intera comunità. Con “Ju Sbannmend’” abbiamo voluto riprendere quel gesto, ricreando una grande processione che riunisse i paesi e le persone, ricucendo legami e memorie. L’importanza di questo evento sta nel portare avanti le tradizioni, nel custodire memoria, valori e usi del passato, ma soprattutto nel farli vivere nel presente e nel trasmetterli alle nuove generazioni

La giornata di domenica 7 giugno 2026 si è aperta con il passaggio della banda musicale tra le vie del paese, seguita dalla processione del Corpus Domini, accompagnata dalla storica Congrega di Santa Maria del Ponte e dal Coro di Fontecchio, tra petali di fiori e i motivi dei tessuti, in uno scenario di grande suggestione. Tra i momenti più significativi della giornata, il talk con Assunta Perilli, custode dell’arte della tessitura tradizionale, Olga Perticara, CEO dell’Arcolaio e l’eccezionale presenza di Gaetano Merlino, erede della storica famiglia che ha reso celebri nel mondo le coperte abruzzesi; un confronto che ha spinto a riflettere su un possibile rilancio in ottica contemporanea. Numerosi anche i rappresentanti delle istituzioni e del mondo culturale abruzzese, tra cui Gino Bucci, creator della pagina L’Abruzzese fuori sede, Massimo Santilli e Amedeo Di Nicola. A Gaetano Merlino è stato assegnato l’annuale premio “L’Abruzzese in ogni casa” un’opera di Callisto di Nardo che simboleggia la rinascita attraverso i colori della coperta.

L’intenso programma della giornata ha visto, inoltre, visite guidate al MuDi – Museo Diffuso del Sirente Velino, il tour narrato delle coperte accompagnato dalla musica popolare dei Vitivinicola, la realizzazione di una tela di comunità in piazza e la presenza di artigiani locali. Una lunga coperta è stata posizionata anche sull’antica torre medievale, verso la valle, come simbolo di cura, appartenenza e legame con il territorio. La giornata si è conclusa con un pranzo dedicato alla cucina pastorale abruzzese, in un clima di condivisione che ha rafforzato il senso di comunità. Con “Ju Sbannmend’, Goriano Valli ha restituito vita a una tradizione antica, con la speranza che continui a rinnovarsi nel tempo e a vivere nella memoria e nel cuore delle nuove generazioni.

Latifa Benharara

Latifa Benharara

Latifa Benharara nata e residente a Sulmona, classe 1990. Autrice, artista e promotrice culturale, collabora con testate regionali e nazionali. Pittrice, è presidente dell'associazione Culturale Ilhem, organizza eventi artistici e favorisce il dialogo interculturale. Appassionata di ciclismo è una Guida Ciclo-Sportiva-Turistica e Direttore di Corsa, è stata inoltre ufficio stampa di diverse società ciclistiche, attualmente è impegnata nella stesura del suo primo romanzo.