Si allungano i tempi, commissione tecnica regionale stabilisce che il progetto di “modifica destinazione d’uso” di alcuni locali va sottoposto a Valutazione Impatto Ambientale come richiesto dal comitato “Disarmiamoci – Basta fabbriche di morte. Quanto vale una vita?”.
L’iter per la riconversione dello stabilimento in contrada Termine a Casalbordino in cui sono morti sette operai in sei anni avrà tempi più lunghi. Per decenni di proprietà della Esplodenti Sabino, è stato fabbrica di produzione di fuochi d’artificio e stabilimento per la demilitarizzazione di ordigni fino all’esplosione del 13 settembre 2023. Le attività erano riprese solo alla fine di luglio dopo il lungo stop successivo alla prima esplosione del 21 dicembre 2020. Bilancio drammatico dei due incidenti: tre operai morti in ognuno dei due.
Il 29 settembre dell’anno scorso lo stabilimento è stato acquistato dalla Arca Defense Italy, ramo italiano della omonima multinazionale turca, e sono iniziati i primi passi del progetto di riconversione da luogo di demilitarizzazione a fabbrica di produzione di munizioni di medio calibro e sistemi d’artiglieria.
Il 9 luglio scorso la terza esplosione fatale per un operaio, settima vittima in sei anni, mentre si stavano portando avanti lavori di bonifica delle precedenti lavorazioni. Un ulteriore incidente che ha suscitato critiche al progetto di riconversione e la nascita del comitato “Disarmiamoci – Basta fabbriche di morte. Quanto vale una vita?”, sorto su impulso di Giuseppe Vaccaro, Paola De Camillis (cognata di Giulio Romano, vittima dell’esplosione di tre anni fa) e il parroco don Silvio Santovito e promosso insieme alla Casa del Popolo La Conviviale di Vasto.
Arca Defense Italy ha presentato il 4 maggio scorso alla regione Abruzzo il progetto per la modifica della destinazione d’uso di alcuni locali dell’impianto, primo atto della futura paventata riconversione. Il 2 luglio il comitato tecnico regionale per le valutazioni ambientali ha chiesto ulteriori approfondimenti inviati dalla Arca Defense il 17 luglio. In occasione dell’ultima seduta del comitato si sono tenute le audizioni della società e del comitato di cittadini. Che ha chiesto di non procedere con la sola valutazione ambientale preliminare ma sottoporre il progetto alla Valutazione di Impatto Ambientale. Richiesta accolta dai tecnici regionali. Una decisione che allunga i tempi per le autorizzazioni alle nuove produzioni, l’iter sarà più approfondito, articolato e occorrerà più tempo. A cui vanno aggiunti i tempi delle indagini della Procura di Vasto che ha sequestrato l’area dopo l’ultimo incidente. I sigilli sono ancora presenti nello stabilimento.
Approfondire la «riduzione dei potenziali impatti» in tre locali, prospettata nella documentazione progettuale presentata dalla Arca Defense Italy, e «l’insorgenza di impatti non precedentemente valutati» le motivazioni della decisione del comitato tecnico regionale.
La modifica della destinazione d’uso prevede la «sostituzione o eliminazione di lavorazioni meccaniche sugli esplosivi (miscelazione, macinazione, polverizzazione, compressione e movimentazione di materiale sfuso) con attività di confezionamento ovvero con differenti modalità di lavorazione».
I rappresentanti del comitato “Disarmiamoci – Basta fabbriche di morte. Quanto vale una vita?” auditi hanno espresso soddisfazione per una «prima bella vittoria». Le istanze presente hanno «riportato i timori della cittadinanza rispetto all’eventuale riapertura dell’impianto sotto altra proprietà e i rischi per la sicurezza degli abitanti e per l’ambiente precisando che abbiamo depositato delle memorie dove elenchiamo i rischi di diversa natura».


