Rinnovata la tradizione religiosa e artistica nei due comuni.
Al calare del sole, quando i colori si attenuano e avvolgono come un manto di bellezza mozzafiato in attesa della notte, si è rinnovata ieri sera la tradizione della processione del Corpus Domini che unisce le due parrocchie di Casalbordino.
Lungo il percorso la tradizionale infiorata con i suoi quadri ha accompagnato la preghiera, ha rapito lo sguardo e il cuore dei fedeli. La storia di un territorio affonda in molte radici, culturali, sociali, saggezza popolare diffusa. Monumenti, piazze, chiese, opere d’arte, angoli più diversi che rapiscono lo sguardo e ogni giorno, costantemente, “parlano” a chi vuol ascoltare. Siamo alberi dalle radici profonde. I proverbi, i “modi di dire”, le espressioni dialettali non sono solo frasi buttate a casa. Sintetizzano pensieri, storie, sapienza diffusa. La sapienza di tradizioni che proseguono, che mani e menti costantemente mantengono attuali e vive.
L’infiorata in occasione del Corpus Domini è una di queste tradizioni, forte e sentita nelle nostre comunità. Espressione di devozione popolare e delle virtù, dei saperi, dell’opera di tantissime persone che donano e arricchiscono, valorizzano. “Le mani che aiutano sono più sacre delle bocche che pregano” è monito che ci giunge dalla lontana India. Mani che sono espressione di lavoro, impegno, che intrecciano realizzano piccoli e grandi capolavori. “Molte mani fanno l’opera leggera” racconta la saggezza popolare. Perché molte mani insieme possono realizzare tanto, possono rendere ogni lavoro, ogni impegno, meno gravoso per ognuno e più forte, più bello. L’infiorata e l’uncinettata che hanno arricchito il percorso della processione del Corpus Domini a Casalbordino, che hanno valorizzato strade e angoli del paese sono stati una straordinaria dimostrazione di tutto questo. Dietro i quadri ci sono state tante mani, molte mani che hanno realizzato un’opera mozzafiato, che commuove e parla ad ognuno di noi. La preghiera, la devozione, guardano al cielo, in alto, lì dove la Madonna dei Miracoli custodisce la terra dei suoi fedeli, tutto il mondo e da cui scese per rassicurare il pio Alessandro Muzio. E dall’alto le straordinarie infiorate ed uncinettate, grazie alle foto del drone, si sono potute apprezzare in tutta la loro bellezza. Impegno e operosità che hanno animato la devozione, che hanno reso più bello il territorio casalese.
“Festum sanctissimi corporis christi”, la “Sollemnitas Sanctissimi Corporis et Sanguinis Christi”, era la denominazione fino alla riforma liturgica del 1969 della solennità che è stata celebrata ieri, comunemente nota come Corpus Domini.
Vasto, alla presenza dell’arcivescovo mons. Bruno Forte che ad agosto lascerà l’incarico per sopraggiunti limiti di età, ha anticipato a sabato pomeriggio. «La bellezza dei colori dell’Infiorata: un’opera di creatività e tradizione che prende vita grazie all’impegno, alla passione e alla collaborazione di tanti volontari» ha sottolineato Anna Bosco, assessora alle politiche sociali di Vasto. «I colori dell’infiorata hanno iniziato a prendere forma già dalle prime ore del mattino di ieri nel centro storico di Vasto, dove petali, foglie e materiali naturali hanno trasformato le strade in un tappeto fiorito lungo il percorso che collega piazza Rossetti alla concattedrale di San Giuseppe» racconta Bosco che ha ringraziato «tutti coloro che hanno reso possibile un simile percorso, in particolare parrocchie ed associazioni di Vasto, vera ricchezza della Città».











