«Poteva finire in tragedia, da prima della primavera si susseguono gli incendi e prima o poi rischia di scapparci anche il morto» denuncia il vicesindaco Antonio Napolitano.
Sono dolosi gli incendi che da cinque mesi colpiscono ripetutamente la periferia di Dogliola, c’è la mano dell’uomo (o le mani di più uomini) dietro la lunga scia di fuoco che sta tenendo in allarme la cittadinanza della zona. Due giorni fa sono stati rinvenuti inneschi nei luoghi incendiati.
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«Sono anni che qualcuno si diverte a causare incendi» e «c’è un piromane che si diverte ad appiccare il fuoco» la denuncia già espressa da Giovanni Giammichele, sindaco del comune del vastese, a giugno ai colleghi di ChiaroQuotidiano.
L’ultimo incendio è scoppiato nella serata di venerdì ed è ripartito sabato mattina. Ben quindici ettari di vegetazione spontanea sono andati in fumo e le fiamme hanno rischiato di lambire la stazione di servizio “Il Girasole”. «Poteva finire in tragedia, da prima della primavera si susseguono gli incendi e prima o poi rischia di scapparci anche il morto» denuncia Antonio Napolitano, vicesindaco di Dogliola e proprietario della pompa di benzina nella stazione di servizio “Il Girasole”. È stato proprio lui, mentre era in servizio, a lanciare il primo allarme venerdì. Sul posto si sono recati, appena arrivata la chiamata di emergenza, i Vigili del Fuoco del Distaccamento di via Madonna dell’Asilo e i volontari della Protezione Civile dei Baschi Azzurri del Vastese.
Sabato mattina l’incendio ha ripreso vigore costringendo l’Anas a chiudere per oltre un’ora la Statale “Trignina” e l’evacuazione della stazione di servizio “Il Girasole”, messa in sicurezza dai Vigili del Fuoco vastesi e della squadra boschiva di Lanciano. Sul posto anche i Carabinieri del Nucleo Forestale e del Comando di Vasto, personalmente presente il comandante Mario Giacona. «Sono stati trovati cinque inneschi, due da cui sono partiti incendi» racconta Napolitano.
