Rimangono gravi gli indizi di colpevolezza a carico dell’indagato. Lo hanno messo nero su bianco i giudici del tribunale per il Riesame dell’Aquila che ha respinto il ricorso presentato da Francesco Esposito, il 57enne di Pratola Peligna, trovato in possesso di tre etti e mezzo di cocaina. L’uomo resterá dietro le sbarre. Per i giudici non ci sono le condizioni per riformare l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Sulmona Irene Giamminonni. Il blitz nell’abitazione dell’uomo era scattato nelle scorse settimane quando i carabinieri della stazione di Sulmona e del nucleo operativo, che da tempo tenevano sotto controllo il 57enne, erano andati a colpo sicuro e avevano trovato nella sua abitazione pratolana tre e etti e mezzo di cocaina più materiale vario per il taglio e confezionamento della sostanza stupefacente tra cui bilancini di precisione. Per l’uomo era scattato l’arresto in flagranza di reato, convalidato dal gip. Nell’udienza il 57enne, difeso dall’avvocato Vincenzo Margiotta, aveva rilasciato dichiarazioni spontanee, spiegando che quel carico di droga era una sorta di compensazione per il momento difficile che sta affrontando negli ultimi anni e che serviva comunque per uso personale. Tesi che non è bastata per evitargli il carcere. Il tribunale di sorveglianza dell’Aquila nel frattempo ha sospeso l’affidamento in prova che gli era stato concesso. Nel 2022 infatti in una circostanza simile l’uomo era stato trovato in possesso di due etti di coca dopo aver ceduto la sostanza a un assuntore. Per tale episodio era stato condannato a quattro anni di reclusione dal tribunale di Sulmona. Sentenza che era stata confermata in Appello mentre la Corte di Cassazione aveva rigettato il ricorso. Salgono così a quindici gli arresti effettuati sul fronte dello spaccio in Centro Abruzzo
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Doràn
Doràn il quinto moschettiere misterioso della saga di Dumas.
