Ci sono delle storie che hanno il sapore del buono, della passione e dell’amore per la propria terra e delle sue tradizioni.
Queste storie acquisiscono nel tempo valore, consapevolezza e ruolo sociale che si espande fino a zone del mondo fino a quel momento ignote e inimmaginabili.

Una di queste storie porta il nome di Assunta Perilli, archeologa e tessitrice di Campotosto in provincia dell’Aquila nonché ambasciatrice nel mondo del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga.
Il lino, prodotto tipico di quella zona d’Abruzzo ha avvicinato Assunta a Penelope e non solo per l’arte di creare tessuti da un’erba ma proprio nel senso del film Odissea di Christopher Nolan.
Da una mail a un contatto di un produttore svizzero che la segnala come eccellenza nella tessitura, i mazzetti di lino di nonna Luarina sono finiti direttamente nelle sale cinematografiche di tutto il mondo all’interno di un’edicola nella scena del rientro di Ulisse a casa.
Ci sono storie che segnano la storia di un luogo; il terremoto di dieci anni fa, ha distrutto case e messo in ginocchio le economie di grandi e piccoli aziende locali ma non ha intaccato la forza della passione, del coraggio e dell’amore verso qualcosa di più grande e inspiegabile.
La “Fessitura” di Assunta Perilli è un container che racconta emozioni, è un luogo di incontro tra persone, è un posto dove i sorrisi fanno i conti con le lacrime del ricordo ma non spegne il desiderio di proseguire.
E Assunta è un po’ come Penelope con una differenza sostanziale: non sfascia ogni notte il suo lavoro, ma lo prosegue ogni giorno per dare un futuro fresco e genuino a chi resta nella speranza di trovare ciascuno la propria Hollywood.
Foto: pagina Facebook ARCA-Arte Rigenerazioni Comunità Abitare
