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Recenti vicende suscitano almeno 33 domande ai vertici di Asl e regione. Inviate numerose foto, che pubblichiamo, dell’ospedale di Vasto da cittadini.

 

La sanità è sempre al centro del dibattito pubblico in provincia di Chieti e in tutto l’Abruzzo. E nuove notizie arrivano costantemente, oltre alle segnalazioni e proteste da parte di sempre più numerosi cittadini.

L’ultima settimana registra i toni trionfali del presidente Marsilio sui dati nazionali Agenas (criticati, cifre alla mano, dalla presidente di un’associazione) e la carenza di mezzi per l’assistenza domiciliare integrata nel distretto sanitario di Chieti. Una paziente oncologica rimandata a casa dal Pronto Soccorso, nonostante la mattina successiva dovesse esserci un consulto, per mancanza di disponibilità di posti. Mentre sono passate tre settimane dalla notizia dell’inchiesta della Procura di Chieti sulla gestione dei farmaci nella Asl della provincia di Chieti. Senza nessuna reazione e nessun provvedimento conseguente.

Dopo l’intervista interrotta per domanda “non gradita” all’assessore regionale Nicoletta Verì e al direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti Mauro Palmieri abbiamo pubblicato alcune domande, che non è stato possibile porre. Domande che sono aumentate di numero, alla luce delle ultime notizie. Dopo l’elenco di queste domande – attualmente 33 – ripubblichiamo le foto dell’ospedale di Vasto che ci sono state inviate da cittadini nelle ultime settimane.

dati Agenas: Quante impegnative sono scadute senza un appuntamento?

rilevazioni Agenas: Quanti cittadini non hanno trovato disponibilità e quanti sono stati effettivamente presi in carico attraverso i percorsi di tutela?

il bisgovernatore è intervenuto due volte in pochi giorni sulla sanità, si esprimerà sull’inchiesta della Procura di Chieti?

se il presidente Marsilio non interverrà perché?

se il bisgovernatore interverrà sull’inchiesta teatina cosa dirà, quale posizione prenderà, quando avverrà e perché finora non è intervenuto?

in base a cosa Marsilio due anni fa smentì Parenzo e i suoi inviati?

alla luce di quanto emerso, e delle costanti segnalazioni e proteste dei cittadini, oggi il bisgovernatore ripeterebbe la frase sulla «galera»?

I Nas hanno sottolineato nelle relazioni fornite alla Procura di Chieti che la responsabile della farmacia ospedaliera di Chieti tentarono di sanzionarla dopo che denunciò la situazione. La dottoressa Palmio sarà, invece, ascoltata sulla situazione dei trasporti per pazienti in Adi?

sono mai state fatte rilevazioni su quanto ambulanze e auto mediche rispondono o non rispondono alle esigenze e garantiscono i diritti dei pazienti? Se non è stato fatto perché?

verranno potenziati, alla luce anche di quanto emerso grazie a Il Centro, la disponibilità di mezzi sanitari? Se si quando?

Viste le reazioni e le tesi espresse due anni fa di fronte le proteste di pazienti e familiari, sono volate persino parole come strumentalizzazione e diffusione di falsità, qualcuno chiederà mai scusa per i calvari, i disservizi, i rischi per la salute e tutto quanto è stato subito?

Quanti e quali provvedimenti nel mirino di Nas e Procura di Chieti sono ancora in vigore?

I provvedimenti al centro dell’inchiesta verranno modificati? Entro quando?

Verranno effettuate valutazioni se e quanto, visto quel che è riportato dalla magistratura, ci sono stati effetti negativi su terapie e salute dei pazienti?

Si è programmato di valutare i provvedimenti contestati quanto possono aver danneggiato, in termini di tempo, costi, stress e altro i pazienti e i loro familiari?

Al termine della seduta del consiglio comunale a Vasto ci è stato risposto, con preciso riferimento alla signora Patrizia De Rosa, che gli uffici sono sempre a disposizione e pronti a rispondere a esigenze e domande dei cittadini. Cacciarla dall’ingresso dell’ospedale, tentare di farla allontanare, come si concilia con quella risposta? Allontanare una cittadina è il mettersi a disposizione dei cittadini?

Patrizia De Rosa sta portando avanti la sua protesta da cinque anni e numerose sono le pubblicazioni che documentano tutti i sit in già avvenuti. Come è possibile che finora non è mai accaduto e ieri invece gli è stato intimato di allontanarsi? Non ha mai intralciato nessuno, ha sempre mantenuto un atteggiamento rispettoso e nonviolento. E mai si era arrivati addirittura a chiedere di cacciarla. Perché ora? È cambiato qualcosa? Cosa?

Perché l’assessore Verì ha dichiarato in aula che per l’emodinamica c’è accordo con il Molise, dopo una telefonata avvenuta un’ora prima della seduta del consiglio, e nella stessa serata è arrivata smentita dal Molise?

La delegata regionale alla sanità mostra nel risponderci stupore che Patrizia De Rosa stia ancora protestando, possibile che in questi anni non ha mai letto notizie dei suoi ripetuti sit – in? Un amministratore non si sarebbe mai accorta che una cittadina protesta ripetutamente di fronte l’ospedale (che lei ha affermato di visitare spesso)?

L’assessore Verì e il direttore Palmieri hanno dichiarato che le porte dei loro uffici sono sempre aperte ai cittadini dopo che abbiamo chiesto una risposta alle proteste della signora De Rosa. Perché invece la cittadina vastese dice che sono cinque anni (dopo una sola prima e unica volta diversi anni fa) che non riesce ad essere ascoltata e ricevuta?

L’assessore Verì nel suo intervento ha fatto riferimento ai pazienti diabetici, sono almeno due anni che nel vastese ci sono pazienti che protestano per ritardi nell’arrivo delle forniture dei sensori per il rilevamento del livello di glucosio, come mai questi ritardi ripetuti? Cosa è stato messo in campo, se qualcosa è stato messo in campo, per impedire si ripetano?

Sono state inaugurate le Case di Comunità, quella di Vasto ha sede nel distretto sanitario in via Michetti. Ci sono cittadini che hanno protestato, come abbiamo riportato in un articolo, perché l’ascensore è troppo piccolo per le carrozzine. Tanti lavori sono stati effettuati, sull’ascensore perché no? Ci si è posti la questione della dimensione dell’ascensore? Se non ci si è posti il problema perché? Se ve lo siete posti cosa sarà fatto per risolvere il problema ed entro quando?

Ci sono cittadini che protestano perché ci sarebbero ritardi nelle autorizzazioni per ausili e protesi e che ne vengono autorizzate di meno rispetto al passato. Quali sono i numeri? Perché i cittadini riscontrano questi ritardi e diminuzioni?

Durante il consiglio si è fatto riferimento a verifiche sull’appropriatezza di urgenze fissate per esami e visite e negli accessi ai pronto soccorso? Appropriatezza parola che abbiamo già sentito, con riferimento ai farmaci, anni fa dall’allora direttore Schael. Quindi si pensa che ci sono cittadini, e che addirittura il numero sia così alto da creare “danni” alla sanità pubblica che per sport, divertimento o chissà cos’altro fanno visite, esami o assumo farmaci?

Vi siete mai posti invece la domanda su quanti pazienti arrivano a condizioni gravi perché visite programmate arrivano troppo tardi, perché non sono stati diagnosticati in tempo peggioramenti o nuove patologie?

Vi siete mai posto il problema di quanti caregiver familiari vedono le loro condizioni di vita e di salute peggiorare perché devono quotidianamente combattere con burocrazie, tempi, problemi, criticità e ansie di ogni tipo?

Se la spesa farmaceutica pubblica sarebbe aumentata per voi è solo una questione di budget da far rientrare? È l’unica soluzione che prospettate? Non sarebbe da domandarsi come mai la domanda aumenta e se ci sono peggioramenti del livello generale della salute e aumento delle patologie?

Ci sono farmaci carenti da anni, il Creon addirittura la prima volta dieci anni fa. Come si può definire emergenziale una situazione che dura da anni? Pare che la carenza sia stata più o meno risolta con farmaci equivalenti, perché rimane allora l’iter burocratico e l’obbligo di rivolgersi alle farmacie ospedaliere (in alcuni casi lontane anche decine e decine di chilometri) di “emergenza”? Sui farmaci carenti, oltre che restrizioni e iter reso più complesso, si è mai pensato di mettere in campo altro? Se non si è mai posta la questione perché?

Vi siete mai posti la questione dello snellimento di alcune procedure, come i trasporti per pazienti in Assistenza Domiciliare Integrata (spesso anziani e soli), burocratiche? Non sarebbe il caso di porsi la questione?

Se i numeri delle liste d’attesa stanno migliorando, come ripetuto anche in consiglio comunale, come mai continuano ad arrivare a sindaci e giornalisti segnalazioni di persone costrette ad andare fuori, a rivolgersi alla sanità privata (a pagamento) o che devono aspettare mesi e mesi?

Abbiamo avuto notizia di recente che sono stati erogati alle famiglie i fondi a sostegno dei caregiver familiari. Sono stati poco più di 200? Quanti sono i pazienti oncologici in Abruzzo? E in provincia di Chieti? Il numero di beneficiari come mai è così basso? L’avviso pubblico fa riferimento solo al trasporto su ruote o ferrovia, secondo voi è l’unica esigenza? Non ci sono altri costi, dal lavoro che si può essere costretti anche a lasciare ad altro che si deve abbandonare, ridurre, porta ansia e stress, quantificabili? Un caregiver è solo un autista per voi? E un paziente così grave che si sposta solo in Adi ma ha bisogno di assistenza continua a casa, in questi casi il caregiver non è considerato tale?

Da anni il farmaco per le chemioterapie deve essere, la mattina stessa della terapia, ordinata a Chieti e da lì deve arrivare. E quindi, prima di iniziare, i pazienti devono aspettare ore arrivando in alcuni giorni anche al primissimo pomeriggio per poterla iniziare. La distanza, percorrendo l’autostrada, tra i due presidi ospedalieri è di oltre 80 chilometri. Aumentando, quindi, anche i rischi per la sicurezza del trasporto. Perché non è possibile, migliorando così sicurezza degli operatori e disagi per le attese dei pazienti, che tutto si svolga a Vasto e non debba viaggiare ogni giorno?

Sull’esame delle curve da carico del glucosio la Asl ha affermato che «la prestazione non ha subito interruzioni e che il dispositivo necessario per l’esecuzione dell’esame era regolarmente presente nelle scorte aziendali» e che «il dispositivo necessario per l’esecuzione dell’esame era regolarmente presente nelle scorte aziendali» e «l’episodio sarebbe stato presumibilmente determinato da un errore nel controllo dei dispositivi in dotazione al punto prelievi dell’ospedale di Vasto». Come è possibile che la Asl fa riferimento ad un errore episodico e invece la paziente ha affermato che è accaduto per «più di una settimana»? Come è possibile che non ci sono state interruzioni e solo un errore di comunicazione ad una paziente? Altri pazienti hanno svolto regolarmente l’esame e, quindi, come è possibile che il supposto ipotizzato errore si è protratto per «più di una settimana» e non superato in pochi minuti? Ammettiamo pure che un sanitario, in ore e ore di turni spesso difficili e massacranti in cui devono gestire decine se non centinaia di pazienti, ha calcolato male per un attimo, se altri pazienti stavano svolgendo regolarmente si sarebbe risolto tutto in pochi minuti. Come sarebbe stato possibile che così non è stato? 

Alessio Di Florio

Alessio Di Florio

Nato ad Atessa (Chieti), nel 1984. Attivista e volontario di varie associazioni e movimenti culturali e sociali. Collaboratore BuongiornoAbruzzo.it e Il Messaggero Abruzzo e altri siti web d'informazione, vicedirettore WordNews.it. In passato collaboratore tra gli altri di Adista e PrimaDaNoi. Alcuni articoli su storia, cultura e valorizzazione del territorio sono stati pubblicati dal mensile VastoDomani