Incontro a Vasto con il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, Francesco Prospero: «senza sicurezza non c’è libertà».

 

Una politica che esce dai palazzi e incontra i cittadini, si immerge tra la gente, che in calde serate d’estate si svolga anche sotto le stelle. È l’obiettivo del ciclo di incontri estivi, dal titolo appunto “Politica sotto le stelle”, che il circolo di Vasto di Fratelli d’Italia porta avanti da alcuni anni.

In quest’afosa estate l’appuntamento si è rinnovato con l’incontro tenutosi a Vasto Marina giovedì 20 agosto con Giovanni Donzelli, deputato del partito del presidente del consiglio Giorgia Meloni di cui è stato uno dei pionieri fondatori. Un bagno di folla per l’esponente nazionale di Fratelli d’Italia, centinaia le persone accorse al lido Sabbia d’Oro e tanto l’affetto espresso da numerosissimi simpatizzanti, militanti e cittadini che si sono intrattenuti per lungo tempo con il deputato toscano tra selfie, strette di mano, abbracci, conversazioni e dibattiti dopo la fine dell’incontro.

Dopo l’introduzione di Piernicola Carlesi si è sviluppato il dibattito tra Donzelli e il senatore Etel Sigismondi, vastese e membro della Commissione Parlamentare Antimafia. Tanti i temi affrontati, dalle politiche del governo tra poco il più longevo e stabile della storia repubblicana italiana, alle prospettive economiche, sociali e politiche nazionali e regionali.

Un dibattito intenso, vibrante, dai toni forti e accesi, con la voce degli intervenuti giunta ben chiara ai numerosissimi partecipanti accorsi nonostante “disturbi musicali” esterni, che non hanno minimamente scalfito l’incontro.

Ampio spazio ai temi di più stretta attualità nazionali. Donzelli, come ha rimarcato Sigismondi all’inizio dell’incontro, è giunto a Vasto rappresentando un cambio di passo e di prospettiva, sterzando rispetto ad un’estate che ha visto protagonisti culturali e politici personaggi come Veltroni, Travaglio e Ranucci.

Sulla vicenda del giornalista Rai netta la posizione assunta da Donzelli: «credo che in democrazia il giornalismo d’inchiesta sia fondamentale, una trasmissione che fa le pulci a chi governa è utilissima, se noi siamo a governare ben venga che ci sia una trasmissione che ci fa le pulci e che controlla tutto quello che facciamo e se qualcuno di noi sbaglia senta l’ansia di qualcuno che ti verifica, ti controlla e anche il rischio di essere eh sbugiardato in diretta televisiva. Non vogliamo noi, a differenza di quello che dicono loro e di come sono abituati loro, una televisione compiacente, ma per fare l’inchiesta devi essere credibile». Donzelli cita «una trasmissione intera su un selfie fatto da Giorgia Meloni con una persona, una manifestazione molto più numerosa di questa e già questa è numerosa, ma possiamo farci una foto, Giorgia fa la foto. Dopo qualche anno si scopre che questa persona ha dei problemi giudiziari e viene condannato. Una trasmissione intera a dire Giorgio Meloni non è trasparente perché 7 anni fa aveva fatto un selfie, una manifestazione con una persona che poi in seguito avrebbe avuto problemi giudiziari e quindi Giorgia Meloni doveva conoscere intanto i dettagli tutti quelli con cui si fermava a fare una foto. Dopodiché doveva immaginare il futuro 7 anni fa e capire che quella persona avrebbe avuto problemi giudiziari e quindi rifiutare il selfie. Ora, puoi fare una trasmissione intera portando avanti una teoria così assurda che Giorgia Meloni è poco trasparente perché si è fermata a fare una foto con un cittadino e al tempo stesso frequentare tutti i giorni un personaggio come Lavitola e pensare che sia normale farlo e andarci a cena?»

Sul futuro di Report e della sua conduzione Donzelli sottolinea che per lui Ranucci rimane «vittima, quindi non è lui colpevole, ha subito un attentato, quindi finché rimane l’inchiesta questa e queste sono le prove, la mia solidarietà rimane a Ranucci perché ha subito un attentato» aggiungendo subito dopo «ammettiamo che Ranucci non avesse capito che l’attentato non sapesse chi era Lavitola che frequentava tutti i giorni, non avesse mai fatto un controllo, non avesse mai non si ricordasse tutte le vicende, i processi, le cose. Mettiamo che fosse all’oscuro di chi era Lavitola e l’abbia frequentato in buona fede. Mettiamo che dell’attentato non sapesse che gliela avesse fatto Lavitola e per aiutarlo nella sua carriera politica. Ammettiamo che lui non si fosse accorto che stava facendo un sondaggio insieme a Lavitola sulla sua possibilità di sostituire Giorgia Meloni al governo della Nazione. Mettiamo che lui non si fosse accorto assolutamente che insieme alla Vitola c’erano dei pregiudicati che lui incontrava con rapporti con la criminalità organizzata che lui frequentava che erano non quello di una foto per caso, ma persone che lui incontrava a cena e ci si rapportava che erano notoriamente delle dei criminali. Mettiamo che anche dopo l’attentato Ranucci non si sia minimamente immaginato che l’attentatore potesse essere il suo stretto amico e abbia detto in buona fede che il pericolo veniva dal governo Meloni, da Fazzolari, da Jimmy Cangiano e tutte le fesserie che ha detto nelle trasmissioni a seguire. Mettiamo che anche Ranucci non si fosse accorto che il comportamento che aveva con le donne in redazione non era un comportamento consone adeguato e poi di questo comunque ne parliamo dopo. Mettiamo che lui in buona fede non si fosse accorto di nulla. Ma se davvero non si è accorto di nulla è davvero quel giornalista segugio che deve scoprire le informazioni di tutti gli altri e uno che non si accorge nemmeno di quello che gli gira intorno. E allora come puoi fare le pulci agli altri se non ti accorgi chi ti è intorno ogni giorno e ogni minuto?»

Nella parte finale dell’incontro Donzelli si è confrontato con Francesco Prospero, consigliere comunale a Vasto e regionale, presidente dell’Osservatorio della Legalità della Regione Abruzzo sulla sicurezza e sulle politiche e strumenti che i sindaci possiedono. «“Senza sicurezza non c’è libertà”. Da questa frase di Wilhelm von Humboldt è partito ieri sera il mio intervento con Giovanni Donzelli. Abbiamo parlato di sicurezza, legalità e della responsabilità che deve unire Governo, Regioni e Comuni nella tutela delle nostre comunità. Al termine dell’incontro ho voluto donargli la spilletta dell’Osservatorio regionale della Legalità, realizzata a mie spese. Un piccolo simbolo di un impegno in cui credo profondamente: diffondere la cultura della legalità e trasformarla ogni giorno in azioni concrete» ha raccontato Prospero.

Alessio Di Florio

Alessio Di Florio

Nato ad Atessa (Chieti), nel 1984. Attivista e volontario di varie associazioni e movimenti culturali e sociali. Collaboratore BuongiornoAbruzzo.it e Il Messaggero Abruzzo e altri siti web d'informazione, vicedirettore WordNews.it. In passato collaboratore tra gli altri di Adista e PrimaDaNoi. Alcuni articoli su storia, cultura e valorizzazione del territorio sono stati pubblicati dal mensile VastoDomani