Gli investigatori non si sbilanciano, tra le ipotesi il dolo.
Una serata domenicale ad alta tensione e carica di tinte fosche quella vissuta a Vasto l’altro giorno. Era appena tornata la corrente elettrica in varie parti della città, dopo un improvviso black out, quando il buio e il silenzio della notte sono stati squarciati da boati e fiamme.
L’allarme è scattato intorno alle 23.40: due furgoni parcheggiati accanto al muro di cinta del cimitero sono stati colpiti da un violento incendio. Le fiamme hanno avvolto i due veicoli e distrutto la parte anteriore di entrambi. I due furgoni sono entrambi con motore elettrico, uno dei due ha preso fuoco e in pochi secondi le fiamme si sono propagate all’altro mezzo, parcheggiato al suo fianco.
Sul posto si sono rapidamente recati i Vigili del Fuoco del Distaccamento di via Madonna dell’Asilo, distante pochi minuti. Nonostante il tempestivo intervento dei vigili del fuoco i due furgoni sono stati devastati dalle fiamme. Residenti riferiscono di aver udito tre boati in rapida successione, una puzza fortissima nell’aria e fumo che è entrato nelle case. Favorito anche da finestre e balconi aperti per il gran caldo.
I due furgoni sono di proprietà di un residente in città che ha cessato da poco tempo una piccola attività commerciale di corrieri.
Sul luogo dell’incendio sono giunti, subito dopo l’allarme lanciato, i carabinieri della Compagnia di Vasto, guidati dal comandante Mario Giacona, che hanno effettuato i rilievi di rito e avviato le indagini per ricostruire dinamica e cause. Massimo riserbo da parte dei militari e nessuna pista esclusa. I due veicoli sono ad alimentazione elettrica e quindi, favorito anche dalle alte temperature di questi giorni, potrebbe esserci stato un guasto. Ma non è esclusa la pista dolosa. La circostanza che le fiamme hanno colpito la stessa parte per entrambi è una circostanza che potrebbe avvalorare l’ipotesi del dolo. Nei pressi del rogo è stato rinvenuto un pezzo di plastica che, circostanza da verificare, potrebbe essere compatibile con taniche utilizzate per un innesco.
È lungo l’elenco di auto e altri mezzi, comprese due barche utilizzate per la piccola pesca, colpite da incendi tra Vasto e San Salvo. L’anno scorso per il rogo a San Salvo del veicolo di un buttafuori gli investigatori hanno individuato legami con un agguato avvenuto a Termoli e una “faida” tra buttafuori. Ma si può tornare molto più indietro nel tempo. Le operazioni Histonium 1 e Histonium 2, coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia, scattarono anche in seguito a diversi incendi di auto. Roghi che furono la miccia anche delle operazioni Crash e Tramonto, coordinata sempre dalla Procura Distrettuale Antimafia. Nel vastese in quegli anni, tra il 2005 e il 2013 furono addirittura 110 le vetture incendiate.
L’allarme incendi nel vastese, intanto, prosegue: dopo i quattro incendi tra venerdì e sabato ieri a Casalbordino sono intervenuti i volontari della Protezione Civile Madonna dell’Assunta, presieduti da Tommaso Bucciarelli, in contrada Piana Sabelli per un rogo di fronte un’abitazione.
