Nuova vita per lo stabilimento di Casalbordino dopo le due esplosioni del 2020 in cui moririno 3 lavoratori e del 2023 in cui morirono 3 lavoratori.
Primo concreto passo per l’iter autorizzativo alla nuova vita dello stabilimento in contrada Termini a Casalbordino specializzata nella demilitarizzazione di ordigni esplosivi. Lo sportello ambientale della regione Abruzzo ha pubblicato, sul sito web dedicato alle valutazioni ambientali, la documentazione per l’avvio della valutazione preliminare ambientale del nuovo progetto l’11 maggio scorso. Ci sarà una netta inversione nella destinazione d’uso della fabbrica: dallo smaltimento di materiali militari esplosivi si passerà alla produzione di munizioni.
Il 29 settembre dell’anno scorso la Esplodenti Sabino ha ceduto lo stabilimento di Casalbordino alla Arca Defense Italy, ramo italiano della omonima multinazionale turca. «L’impresa ha la necessità di cambiare la tipologia di produzione in alcuni locali non destinati alla gestione di rifiuti – si legge nella relazione tecnica redatta dall’ingegnere Giuseppe Antonio De Cesare – La modifica non porterà a potenziali impatti ambientali significativi e negativi e rappresenta una modifica non sostanziale dal punto di vista ambientale».
Il progetto su cui dovrà esprimere la commissione tecnica regionale prevede il cambio di destinazione d’uso di alcuni locali. Confezionamento cariche di lancio M4A2 attraverso insacchettamento di esplosivo di I Categoria, confezionamento cariche di lancio M4A2 attraverso insacchettamento di esplosivo di I Categoria, riconfezionamento di esplosivi e lavorazione del trinitrotoluene le lavorazioni previste nei locali.
I 65 dipendenti dello stabilimento sono attualmente in cassa integrazione fino alla fine di questo mese, il 5 maggio scorso in un incontro tenutosi in un incontro presso gli uffici regionali è stata annunciata la proroga per altri sei mesi.
Le attività sono ferme nel sito industriale casalese dal 13 settembre di tre anni fa. Quel giorno una terribile esplosione dilaniò e costò la vita a tre operai, Giulio Romani, 56enne di Casalbordino, Fernando Di Nella, 62enne di Lanciano, e Gianluca De Santis, 40enne di Palata, comune in provincia di Campobasso. Le attività nello stabilimento a pochi passi dalla statale adriatica 16 e dal litorale di Casalbordino erano ripartite da poche settimane. A fine luglio 2023 erano state riottenute dalla società le ultime autorizzazioni dopo il precedente fermo successivo al precedente dramma del 21 dicembre 2020. Quel giorno, la comunità casalese era già scossa dal recente lutto della scomparsa del vicesindaco Luigi Di Cocco, una drammatica esplosione era costata la vita a Carlo Spinelli, 54enne di Casalbordino, Paolo Pepe, 45enne di Pollutri, e Nicola Colameo, 46enne di Guilmi.
