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Si chiude la tre giorni dedicata al futuro dell’istruzione. La Regione Abruzzo presenta il quadro degli investimenti nella formazione: 95 milioni di euro per il settore professionale, 42 milioni destinati alle competenze STEM e dispersione scolastica al 5,2%, sotto la media nazionale.

Oltre 10mila presenze, tre giornate di incontri, laboratori e confronti dedicati al futuro della scuola. Si chiude con un bilancio significativo Didacta Abruzzo, la manifestazione ospitata nel polo fieristico di Lanciano che ha riunito docenti, studenti, ricercatori, università e rappresentanti delle istituzioni per approfondire le nuove frontiere dell’istruzione, dalla trasformazione digitale all’intelligenza artificiale, fino all’inclusione e alle metodologie didattiche innovative.

Promossa dalla Regione Abruzzo in collaborazione con il Comitato organizzatore di Didacta Italia, l’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di confronto sulle sfide che attendono il sistema educativo, mettendo al centro il rapporto tra formazione, innovazione tecnologica e competenze necessarie per affrontare i cambiamenti della società e del mondo del lavoro.

Nel pomeriggio conclusivo, i rappresentanti delle istituzioni regionali e gli organizzatori hanno visitato gli stand espositivi, incontrando i protagonisti della manifestazione e approfondendo i progetti presentati. A seguire, la sessione istituzionale ha tracciato il bilancio dell’evento, offrendo anche l’occasione per illustrare gli investimenti regionali destinati alla scuola, alla formazione professionale e al diritto allo studio.

Tra i dati più significativi emerge quello relativo alla dispersione scolastica, che in Abruzzo si attesta al 5,2%, rispetto a una media nazionale stimata intorno all’8%. Un indicatore che evidenzia una situazione regionale più favorevole rispetto al quadro nazionale, pur confermando la necessità di continuare a investire nell’inclusione e nelle opportunità educative.

Sul fronte delle risorse, la programmazione regionale prevede complessivamente 95 milioni di euro per il sistema della formazione professionale, con 20 milioni impegnati attraverso bandi dedicati all’acquisizione di competenze e 42 milioni rimodulati verso le discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche, le cosiddette STEM, in linea con gli indirizzi europei.

Ulteriori 4 milioni di euro sono stati destinati ai percorsi di istruzione e formazione professionale, con l’obiettivo di rafforzare il collegamento tra preparazione scolastica e opportunità occupazionali.

Particolare attenzione è stata riservata anche al diritto allo studio universitario. Gli interventi finanziari legati al fondo FSA hanno raggiunto circa 50 milioni di euro, finalizzati a garantire la copertura integrale delle borse di studio agli studenti aventi diritto.

Accanto agli investimenti nell’istruzione, la Regione ha previsto circa 3 milioni di euro per il sostegno alle famiglie e alla genitorialità, attraverso il potenziamento dei centri famiglia già operativi e la realizzazione di nuove strutture sul territorio.

Intelligenza artificiale, robotica e nuove metodologie didattiche sono state tra le protagoniste della giornata conclusiva. Il programma ha proposto numerosi approfondimenti dedicati all’utilizzo delle tecnologie digitali nei processi di apprendimento, con particolare attenzione alle possibilità offerte dall’innovazione per rendere la didattica più coinvolgente, accessibile e personalizzata.

Tra gli appuntamenti, gli incontri sul Design Thinking, sul Vibecoding e sul Prompt Engineering, insieme ai laboratori virtuali dedicati all’ambiente e ai cambiamenti climatici promossi da Scientix Italia attraverso il Future Climate Lab.

Spazio anche al cinema come strumento educativo, con gli interventi dell’INDIRE nell’ambito del Programma Nazionale Scuola e Competenze 2021-2027, ai percorsi sulla parità di genere, al Service Learning e allo sviluppo delle competenze socio-emotive del personale docente.

Numerose le attività pratiche, dalla documentazione audiovisiva realizzata attraverso dispositivi mobili alle applicazioni della crittografia nelle discipline STEM, fino al modello Reflex delle Avanguardie Educative.

Un ruolo centrale è stato svolto dalle università, protagoniste con progetti e laboratori dedicati alla ricerca e all’innovazione.

L’Università degli Studi di Teramo ha presentato esperienze di didattica attiva, mostre digitali e il progetto CU.O.R.E. dedicato alla sostenibilità. L’Università degli Studi dell’Aquila ha approfondito le applicazioni dell’intelligenza artificiale nell’apprendimento, mentre l’Università Telematica IUL ha proposto attività legate alle competenze SCALE.

Tra le iniziative più coinvolgenti anche le gare di robotica WRO Challenge, curate dall’Istituto di Istruzione Superiore “E. Majorana” di Avezzano, che hanno portato al centro della manifestazione la sperimentazione tecnologica e le capacità progettuali degli studenti.

Il programma ha inoltre coinvolto gli Uffici scolastici regionali di Marche e Molise, istituti scolastici e realtà accademiche, confermando il valore della collaborazione tra territori e istituzioni nella costruzione di nuovi modelli educativi.

Didacta Abruzzo chiude così la sua tre giorni rafforzando il ruolo della regione nel dibattito nazionale sull’innovazione scolastica. Una manifestazione che ha saputo coniugare formazione, ricerca e sperimentazione, evidenziando come il futuro dell’istruzione passi sempre più dalla capacità di integrare nuove tecnologie, competenze scientifiche e attenzione alla persona.

Una sfida che non riguarda soltanto il mondo della scuola, ma l’intero sistema sociale ed economico, perché investire nella conoscenza significa creare le condizioni per una crescita più inclusiva, competitiva e sostenibile del territorio.

Nivem

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Nivem è una voce che sceglie di lasciare spazio ai fatti. Tra politica, istituzioni e territorio, racconta l’attualità con rigore, sensibilità e la convinzione che comprendere sia il primo passo per informare.