Divieto di accesso in tutti gli esercizi commerciali del centro storico. È la misura presa dal questore Fabrizio Mancini nei confronti di cinque stranieri protagonisti della maxi rissa del giovedì santo nel corso della quale erano stati pesantemente aggrediti due sulmonesi di 26 anni. Sulla base delle indagini effettuate dai carabinieri della stazione di Sulmona, il questore ha deciso per la stretta e ha vietato bar e locali ai cinque ai quali nei giorni scorsi è stato notificato il procedimento amministrativo. Ancora aperta l’inchiesta penale coordinata dalla procura della Repubblica di Sulmona e dalla procura del tribunale per i minorenni dell’Aquila. Il raid punitivo sarebbe scaturito per il richiamo fatto dai giovani sulmonesi a due ragazze che, alle cinque del mattino, disturbavano la quiete pubblica. “Abbassate la voce ragà. La gente dorme”. Un’esortazione fraterna che le due giovani non hanno gradito. Prima hanno lanciato ombrelli e preso a calci due ventiseienni che si trovano all’esterno di un pub e poi hanno chiamato i “rinforzi”. “Vista la situazione non abbiamo reagito. Da vico dei Sardi, dove eravamo, ci siamo spostati verso piazza XX Settembre. Qui siamo stati fermati e accerchiati”- aveva raccontato uno dei ventiseienni ai carabinieri. Le due infatti sarebbero tornate in centro con cinque stranieri, egiziani e tunisini, i quali avrebbero aggredito i due sulmonesi a colpi di calci e pugni. Ne era scaturita una colluttazione. Sentendosi braccati, i due ventiseienni si erano spostati verso piazza Carlo Tresca. Tuttavia nel frattempo erano stati inseguiti dai sette che li avevano lanciato addosso mastelli della raccolta differenziata e sanpietrini. In piazza Tresca sarebbe quindi avvenuta la seconda fase dell’aggressione nel corso della quale erano volate perfino le transenne. I due sulmonesi si erano quindi diretti verso via Alessandro Volta ma anche qui sarebbero stati inseguiti e colpiti con sanpietrini e mastelli della differenziata. La fuga quindi era andata avanti per via Turati, per il ponte Capograssi fino ad arrivare nella centralissima piazza Garibaldi dove era parcheggiata la Mercedes di uno dei due. Non paghi i cinque stranieri, tra cui il minore, avevano distrutto il vetro della vettura e picchiato con la cinta dei pantaloni i due giovani sulmonesi che erano stati costretti a barricarsi in auto per mettersi in salvo. Quindi la chiamata al numero unico di emergenza e le cure ospedaliere richieste a distanza di qualche ora. Inizialmente il 26enne, che ha presentato denuncia nei mesi scorsi, aveva dichiarato ai carabinieri che i fatti erano avvenuti principalmente in piazza Tresca. “Eravamo ancora scossi e sotto shock”- insiste il giovane che ha indicato alcuni testimoni, tra cui l’amico e un barista. A disposizione degli inquirenti ci sono i video amatoriali e le telecamere di videosorveglianza collocate in vico dei Sardi, piazza XX Settembre, piazza Caldo Tresca, via Alessandro Volta, via Turati, ponte Capograssi e piazza Garibaldi. Proprio grazie alle immagini che le forze dell’ordine sono riusciti a identificare nove giovanissimi più un minore la cui posizione ora è al vaglio dei magistrati di competenza. Secondo la versione fornita da uno dei cinque stranieri, alla base della raid ci sarebbe un’offesa razziale. Circostanza smentita dai due sulmonesi.
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Doràn
Doràn il quinto moschettiere misterioso della saga di Dumas.
