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Il dress code del tribunale di Sulmona, varato dal capo della procura Luciano D’Angelo, diventa un modello anche per gli altri presidi giudiziari. A “copiare” la disposizione che da due anni sta facendo discutere è stato il tribunale di Perugia. Pantaloni corti, canottiere, ciabatte e infradito: tutto bandito. “Il Palazzo di Giustizia non è un lido balneare, e così d’ora in poi chi vorrà accedervi dovrà mostrare rispetto anche con l’outfit”- si legge nella disposizione del tribunale di Perugia. A Sulmona vige invece il divieto assoluto di pantaloni corti il cui margine inferiore non raggiunga la caviglia. Niente infradito o ciabatte. Non si entra negli uffici neppure con indosso canottiere e altri indumenti che non rispettino i criteri di «professionalità e decoro richiesti per un ambiente giudiziario», come recita il regolamento. Nonostante le disposizioni, proprio ieri tre utenti sono stati rimandati a casa mentre per un imputato con i sandali è arrivata la deroga del giudice. In totale sono dieci le persone allontanate nell’ultimo mese perché non in linea con il regolamento

Doràn

Doràn

Doràn il quinto moschettiere misterioso della saga di Dumas.