Sembra quasi che Pagano abbia letto il nostro editoriale perché non abbiamo fatto a tempo a pubblicarlo che il leader abruzzese di Forza Italia ha annunciato il commissariamento della sezione di Sulmona.
Nel nostro corsivo rievocavamo la guerra che, qualche mese fa, i due consiglieri forzisti Taglieri e D’Antuono, avevano dichiarato a Fusco e all’assessore La Porta.
Il segretario sulmonese si era difeso appellandosi al congresso.
“Chi mi ha eletto, mi revoca” aveva dichiarato.
Poi un periodo paludoso di stasi, ma con una guerra proseguita sotto le trincee.
La facciata però era una via di mezzo tra il quieto vivere e la convenienza politica.
La marcia indietro ufficiale era stata palese anche se, sotto sotto, i malesseri restavano.
Pare che i due, specie D’Antuono, reclamassero un assessore, ma forse non è solo questo.
Poi la bomba di Pagano.
Un regalo, una soddisfazione, a distanza di 8 mesi i due consiglieri forzisti si sono tolti dalla palle un segretario che ritenevano evidentemente ingombrante.
Ma come in tutti i thriller dopo il primo colpo di scena, che sembra quello che chiude il romanzo, ne segue un altro che fa dire al lettore: ”credevo di aver capito tutto e invece non avevo capito un cazzo.”
D’Antuono, a nome del gruppo consiliare quindi anche di Luisa Taglieri, rilascia un comunicato, (da noi pubblicato in un articolo a parte), con il quale manda tanti baci a Fusco e sciorina una serie di buoni propositi per il bene del partito, per il bene di Sulmona, per il bene della Regione e, se si allarga un po’, anche per il bene della Nazione.
Quindi, ora che hanno incassato una cocente vittoria, dopo che per 8 mesi hanno accusato Fusco e la sua assessora di ogni che e hanno auspicato la loro defenestrazione, si rimangiano tutto.
È come salire sul podio e consegnare la medaglia al concorrente squalificato.
È chiaro che, al di là delle dichiarazioni del comunicato e suoi buoni propositi, il bene della città non c’entra un fico secco.
È una lotta interna che ricorda molto i film di Sergio Leone.
Opposte fazioni le cui lacerazioni arrivano pure al Palazzo dell’Emiciclo coinvolgendo assessori regionali e consiglieri.
Forza Italia è lontana da essere un monolite e a essere dorata da quell’aurea di compattezza ostentata un anno fa all’esito delle elezioni comunali di Sulmona.
A Sulmona come in Abruzzo, vedi le polemiche di Carlo Masci a Pescara, è tutta una lotta di potere.
Ma il thriller non è ancora terminato.
C’è un’altra sconfitta, Antonietta La Porta che ora dovrà difendere il ruolo assessorile della nipote, perché altrimenti sarà debacle.
Pagine del romanzo per ulteriori colpi di scena ve ne sono.
Continueremo a leggere.
