Finisce nei guai Natasha Iacobucci, imprenditrice di Castel di Sangro, per sfruttamento di lavoro. Il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Sulmona Irene Giamminonni ha disposto il rinvio a giudizio per il prossimo 17 novembre. I fatti risalgono al 2023 quando i carabinieri della compagnia di Castel di Sangro assieme al nucleo ispettorato del lavoro dell’Aquila aveva effettuato il blitz nell’azienda agricola gestita dalla donna. Secondo l’accusa il capolarato si sarebbe configurato per aver sottopagato un pastore di origine albanese e per avergli messo a disposizione un alloggio, situato nelle vicinanze dell’azienda, che presentava gravi carenze igienico-sanitarie, con muffa e sporcizia diffuse su pareti e soffitti e quindi non idoneo all’uso abitativo. Accuse che la donna, difesa dall’avvocata Gaetana Di Ianni, ha respinto sia per quanto riguarda le condizioni dell’alloggio che per lo sfruttamento. Il pastore infatti aveva stipulato un accordo per lavorare per un mese e per una retribuzione di 1200 euro. Avendo operato per soli 18 giorni, il compenso riconosciuto è sceso a 720 euro. Tutto regolare per l’imprenditrice pronta a dare battaglia nel corso del processo
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Doràn
Doràn il quinto moschettiere misterioso della saga di Dumas.
