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Non soltanto usura, riciclaggio, spaccio di sostanze stupefacenti e atti intimidatori. Il sodalizio criminale finito al centro dell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila potrebbe aver esteso i propri interessi anche al traffico di banconote contraffatte.

Un ulteriore filone investigativo emerge dagli atti dell’indagine, nei quali compare un sequestro eseguito nel dicembre 2025 dalla Squadra anticrimine del commissariato di polizia. Gli agenti riuscirono a intercettare un pacco destinato a uno degli indagati e spedito da un uomo originario della Campania.

La spedizione era arrivata all’ufficio postale di piazza Brigata Maiella e conteneva 300 euro in banconote false. Il denaro contraffatto venne sequestrato dagli investigatori nell’ambito di un’operazione formalmente condotta contro ignoti.

L’intervento consentì di bloccare la circolazione delle banconote prima che potessero essere immesse nel circuito economico. Ma, soprattutto, fece emergere un possibile ulteriore ambito di attività riconducibile agli interessi del gruppo.

Il sequestro rappresenta quindi un tassello aggiuntivo nel quadro investigativo delineato dalla Procura distrettuale antimafia dell’Aquila. Un episodio distinto dagli altri fatti contestati, ma che contribuisce ad ampliare il perimetro degli accertamenti e a delineare la possibile diversificazione delle attività illecite attribuite al sodalizio. L’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila, riguarda due gruppi che, secondo l’accusa, avrebbero gestito lo spaccio di stupefacenti a Sulmona ricorrendo al metodo mafioso. Gli inquirenti indicano Di Marco e Massimiliano Le Donne come figure di riferimento dei due gruppi.
Di origini siciliane, Di Marco si sarebbe stabilito a Sulmona dopo aver scontato una pena nel carcere cittadino.
Qui, secondo la ricostruzione degli investigatori, avrebbe organizzato il gruppo a lui riconducibile.
Una volta presa casa in città, avrebbe ottenuto la disponibilità di due attività commerciali in piazza Garibaldi che, stando all’accusa, sarebbero state utilizzate come basi operative del sodalizio. Oggi sarà formalizzato l’interrogatorio per altri cinque arrestati. Salvo sorprese dovrebbero tutti avvalersi della facoltà di non rispondere mentre l’inchiesta in città e non solo continua a fare rumore

Doràn

Doràn

Doràn il quinto moschettiere misterioso della saga di Dumas.