Tre anni e otto mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta a Claudio Valeri, imprenditore sulmonese di 45 anni e otto mesi di reclusione per bancarotta semplice a Stefano Stefanini, 68enne di Roma. Sono questi i verdetti pronunciati dal collegio del tribunale di Sulmona, presieduto dal giudice Emanuele Lucchini, per il processo riguardante la bancarotta fraudolenta da un milione e mezzo di euro. I fatti risalgono all’ottobre del 2020. I due imputati sono accusati, a vario titolo, di aver occultato le scritture contabili di una società, dichiarata fallita dal Tribunale peligno il 15 ottobre 2020, con un passivo di circa un milione e mezzo di euro. Secondo la procura, che ha chiesto il processo per i due, non è stato possibile ricostruire «la contabilità dell’azienda, il movimento degli affari, la corretta entità del patrimonio e la sorte di alcuni veicoli che risultano utilizzati dalla società». Inoltre, sempre secondo l’accusa, i due avrebbero aggravato il dissesto, non diffidando i soci morosi a corrispondere circa 130mila euro. Per il 45enne, condannato per bancarotta fraudolenta, è scattata anche l’interdizione dai pubblici uffici per un periodo di cinque anni. Per il 68enne, difeso dall’avvocata Silvia Iafolla, è caduta l’accusa più grave della bancarotta fraudolenta con l’assoluzione perché il fatto non sussiste mentre è rimasta in piedi la sola bancarotta semplice. Il meccanismo fraudolento della bancarotta rientra nel novero dei reati ostativi per i quali non è ammesso l’affidamento in prova
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Doràn
Doràn il quinto moschettiere misterioso della saga di Dumas.
