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Nel disegno di legge di bilancio ci sono due articoli sul terremoto, a tre righe di distanza. L’articolo 113 dà all’Aquila 5 milioni l’anno dal 2027 al 2029, 15 in tutto, per le esigenze amministrative della ricostruzione del 2009. L’articolo 116, invece, prende i fondi antisismici per mettere in sicurezza gli edifici pubblici e li dimezza nel 2027 e nel 2028: da 60 a 30 milioni l’anno. I 60 milioni che mancano passano al 2029 e al 2030.

Presi uno per uno, i due articoli si possono spiegare. Messi uno accanto all’altro, però, raccontano una vecchia abitudine italiana: lo Stato paga il terremoto che c’è stato più volentieri di quello che verrà.

Fondi antisismici: scuola di un piccolo comune abruzzese con impalcature ferme

Fondi antisismici e ricostruzione: due articoli, due tempi

I 15 milioni dell’articolo 113 servono al dopo. Pagano il personale degli uffici della ricostruzione, circa 3 milioni solo nel 2027. Sono divisi tra il Comune dell’Aquila (1,79 milioni) e gli altri comuni del cratere (1,21 milioni). La stessa manovra, inoltre, proroga fino al 2029 1,5 milioni l’anno per i comuni del cratere e 500 mila euro per l’Ufficio speciale per la ricostruzione.

I fondi antisismici dell’articolo 116 servono invece al prima. Il fondo è nato con la legge di bilancio per il 2024 (art. 1, comma 400, legge 213/2023), con 45 milioni per il 2024 e 60 l’anno dal 2025 al 2028. Il programma che lo spende, approvato con decreto del 31 luglio 2026, mette in fila ospedali, sedi della protezione civile, caserme dei vigili del fuoco, municipi e scuole. Per accedere servono un edificio in zona sismica 1 o 2, una verifica che ne dimostri la fragilità e un progetto approvato.

Un dettaglio per gli aquilani: il fondo nazionale per la prevenzione sismica nacque proprio dal decreto Abruzzo del 2009 (art. 11 del decreto-legge 39/2009). Diciassette anni dopo, nella stessa manovra, la ricostruzione aquilana riceve risorse nuove. La prevenzione, intanto, aspetta.

Fondi antisismici: non è un taglio, è un rinvio

Va detto subito, prima che lo dica il Governo. Secondo la relazione tecnica, la dotazione totale dei fondi antisismici non cambia. I soldi non spariscono, arrivano dopo. Il titolo «la manovra dimezza i fondi antisismici», quindi, è vero per il 2027 e il 2028, non per il totale.

Ma con la prevenzione il tempo non è un dettaglio contabile. Ed è proprio questo il problema. Il programma del 31 luglio chiede che i lavori finanziati siano finiti entro il 31 dicembre 2028, e che entro la stessa data siano sostenute le spese. Se metà dei soldi del biennio arriva nel 2029 e nel 2030, una parte delle opere rischia di non avere copertura entro quella scadenza. La manovra lo sa, tanto che chiede di aggiornare il decreto di riparto entro il 31 marzo 2027. Tradotto: la graduatoria va rifatta, e qualcuno scivolerà indietro.

Nel frattempo, mentre i fondi antisismici aspettano, i prezzi dei cantieri salgono, i progetti invecchiano e gli edifici restano come sono. È come pagare puntuale il carrozziere per l’incidente di anni fa e rimandare il cambio delle gomme lisce all’anno prossimo, perché quest’anno non ci sono i soldi.

Cosa significa il rinvio dei fondi antisismici per un piccolo comune

Si prenda il sindaco di un piccolo comune dell’Abruzzo interno, in zona sismica 1. Ha una scuola costruita negli anni Sessanta. Ha speso i soldi del bilancio comunale per farla verificare, e la verifica dice che regge meno della metà di quanto dovrebbe. Poi ha pagato un progetto, l’ha fatto approvare e ha fatto i conti con un cronoprogramma che chiude i lavori entro il 2028, perché così chiedeva il programma.

Ora aspetta il nuovo riparto dei fondi antisismici, entro il 31 marzo. Se resta in graduatoria, bene. Se invece scivola al 2029 o al 2030, i suoi bambini faranno altri due anni in quella scuola. Il progetto pagato andrà forse aggiornato a prezzi nuovi, con soldi del Comune. Nessuno gli toglie niente, sulla carta. Gli chiedono solo di aspettare. Ma in zona sismica 1, aspettare non è mai una scelta neutra.

Restano le domande a cui la manovra non risponde. Quanti edifici abruzzesi sono nelle graduatorie del programma? Quali opere slitteranno con il nuovo riparto? E la scadenza del 31 dicembre 2028 sarà spostata, o resterà lì a escludere chi non ce la fa? Le risposte arriveranno dal decreto di riparto e, prima ancora, dal dibattito alla Camera, dove il testo può ancora cambiare. Varrà la pena chiederle ai parlamentari abruzzesi, prima del voto.

Fonti: disegno di legge di bilancio 2027, artt. 113 e 116, e relazione tecnica, come riportati da ANSA (1° novembre 2026); legge 213/2023, art. 1, commi 400-402; decreto-legge 39/2009, art. 11; decreto del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare del 31 luglio 2026, come sintetizzato da Conferenza Stato-città e Lavori Pubblici.

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Alessandro Angelone

Svolgo la professione di Dottore Commercialista e di Revisore Contabile. Mi interessa molto la materia della Finanza Pubblica. Sono appassionato di tecnologia. Sempre pronto al confronto!