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Droga nascosta nelle scarpe, sostanze stupefacenti occultate nei pacchi postali e telefoni cellulari introdotti illegalmente.

È quanto emerso da una serie di operazioni condotte dalla Polizia penitenziaria all’interno della Casa circondariale di Teramo, dove negli ultimi giorni sono stati intensificati i controlli per contrastare l’ingresso di oggetti e sostanze vietate.

L’episodio più significativo risale al 19 ottobre, quando una donna italiana è stata arrestata durante le verifiche sui familiari che accedono all’istituto per incontrare i propri congiunti detenuti.

Nel corso del controllo, gli agenti hanno scoperto che la donna nascondeva all’interno delle scarpe un consistente quantitativo di sostanze stupefacenti: circa 450 grammi di hashish e 27 grammi di cocaina.

Secondo quanto riferito dalla Polizia penitenziaria, la droga era destinata al figlio ristretto presso la struttura.

L’intervento si inserisce in un’attività di vigilanza che, nei giorni precedenti, aveva già consentito di intercettare ulteriori tentativi di introdurre sostanze illecite nel carcere teramano.

Durante due distinte operazioni di controllo, il personale aveva infatti sequestrato circa 700 grammi di hashish, nascosti all’interno di un pacco postale indirizzato a un detenuto, e altri 80 grammi circa della stessa sostanza, rinvenuti in un secondo pacco consegnato dai familiari durante un colloquio.

Non soltanto droga. Nella mattinata del 20 ottobre, gli agenti hanno individuato e sequestrato anche alcuni telefoni cellulari, occultati all’interno di un pacco postale destinato a un detenuto.

Una successione di episodi che richiama l’attenzione sulla complessità delle attività di sicurezza negli istituti penitenziari e sulla necessità di mantenere elevato il livello di vigilanza, anche attraverso controlli sistematici sulle persone e sui materiali in ingresso.

La direzione della Casa circondariale sottolinea come il fenomeno dell’introduzione illecita di sostanze stupefacenti e dispositivi di comunicazione rappresenti una criticità particolarmente delicata, in un contesto carcerario già segnato da problematiche legate alla diffusione delle dipendenze, ai traffici illegali e alla gestione della sicurezza interna.

Il contrasto a questi comportamenti, secondo quanto evidenziato nel comunicato ufficiale, deve necessariamente accompagnarsi alle finalità rieducative e trattamentali della pena, nella ricerca di un equilibrio tra esigenze di ordine, tutela delle persone e percorsi di reinserimento.

I controlli, oltre a consentire il sequestro di materiale non autorizzato, svolgono anche una funzione deterrente rispetto a ulteriori tentativi di violazione delle regole penitenziarie.

La Polizia penitenziaria ribadisce che ogni episodio sarà oggetto della massima attenzione e, ove necessario, segnalato alle autorità competenti per i provvedimenti previsti dalla legge.

A evidenziare il valore delle operazioni sono il commissario capo Francesco Scarangella, comandante pro tempore del Reparto di Polizia penitenziaria, e Maria Lucia Avantaggiato, direttrice della Casa circondariale di Teramo, che nel comunicato del 21 ottobre richiamano la professionalità e il costante impegno del personale.

Gli ultimi sequestri confermano quanto il controllo degli accessi, dei colloqui e della corrispondenza materiale rappresenti uno degli strumenti fondamentali per prevenire traffici illeciti e garantire la sicurezza all’interno degli istituti di pena.

Un’attività spesso lontana dall’attenzione pubblica, ma essenziale per tutelare non soltanto il personale e la popolazione detenuta, bensì anche la sicurezza della collettività.

Redazione BuongiornoAbruzzo

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