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di Alessandro Angelone.
Bando GAL Alto Sangro: il 17 settembre il GAL Abruzzo Italico Alto Sangro ha aperto il bando per gli investimenti nelle aziende agricole della Valle Peligna e dell’Alto Sangro. Trenta Comuni, da Sulmona a Pescasseroli. Il contributo copre metà della spesa, fino all’80% per i giovani agricoltori, e finanzia macchinari, attrezzature e software. Le domande si presentano sul portale SIAN entro il 16 dicembre. La dotazione è di 200.000 euro.

Bando GAL Alto Sangro: una piccola azienda agricola di montagna con un nuovo macchinario nel fienile

Duecentomila euro per trenta Comuni sono pochi, ma non è questo il punto: i bandi LEADER sono piccoli per natura. Il punto, invece, è come il bando GAL Alto Sangro decide chi li prende. E lì, infatti, ci sono alcune scelte che vale la pena raccontare prima della scadenza, non dopo la graduatoria.

Bando GAL Alto Sangro: sei aziende al massimo

Il bando GAL Alto Sangro chiede infatti un contributo minimo “superiore a 30.000 euro” e ne concede al massimo 50.000. Fate il conto: quindi, con 200.000 euro si finanziano da quattro a sei aziende, non di più. Per arrivare a 30.000 euro di contributo al 50%, poi, bisogna investire oltre 60.000 euro.

Non è una scelta neutra. Nel 2023 lo stesso GAL aveva chiuso un bando simile, con regole diverse: 26 domande ammesse, con contributi da 5.000 a 50.000 euro. Diciannove su venticinque erano sotto i 30.000 euro. Con la soglia di oggi, però, quelle piccole aziende non potrebbero nemmeno partecipare. Si può decidere di puntare su pochi progetti più grandi, ma andrebbe detto apertamente: è una scelta che taglia fuori proprio le aziende più piccole delle aree interne.

I venti punti del modulo online

Nel bando GAL Alto Sangro le domande si mettono in fila con una griglia da 100 punti. Venti vanno a chi ha aderito, prima di presentare la domanda, al “Sistema Locale del Cibo” promosso dallo stesso GAL. Per aderire basta compilare un modulo online, aperto da giugno a produttori, ristoratori, commercianti e associazioni.

Per onestà va detto subito: l’adesione è libera, il GAL l’ha pubblicizzata e l’avviso diceva chiaramente che avrebbe dato “priorità” nei bandi. Non è un club chiuso. Tuttavia venti punti su cento sono un quinto del punteggio, e premiano un clic, non la qualità dell’investimento. Chi ha seguito il sito del GAL a giugno parte avanti; chi non lo sapeva parte indietro, anche con un progetto migliore.

Insomma, è come un concorso a premi in cui un quinto dei punti va a chi si è iscritto alla newsletter dell’organizzatore. Legittimo, magari. Ma il premio dovrebbe andare alla ricetta, non all’iscrizione.

Gli altri punti, quasi tutti uguali per tutti

Il peso dei venti punti, del resto, si capisce guardando il resto della griglia. Trenta punti vanno a chi valorizza un prodotto tradizionale del territorio, ma l’elenco allegato comprende cereali, pane, pasta, patate, carni, formaggi, olio, miele, vino e perfino la birra artigianale. Di conseguenza, quasi ogni azienda agricola della zona ci rientra. Allo stesso modo, dieci punti vanno agli interventi in montagna, e 25 Comuni su 30 sono interamente montani.

Restano quindi a fare davvero la differenza l’età (10 punti sotto i 41 anni), la spesa di almeno 80.000 euro (10 punti), la rinuncia a una parte del contributo (20 punti) e, appunto, il modulo del Sistema Locale del Cibo. Tra l’altro, la soglia minima per essere ammessi è di 30 punti: adesione al modulo più età sotto i 41 anni bastano già a superarla.

Un bando del GAL Alto Sangro scritto di fretta

Poi ci sono gli errori del bando GAL Alto Sangro, che in un avviso con termini perentori non sono dettagli:

  • l’indirizzo PEC per il riesame, che va chiesto entro 10 giorni, è “galais@pec.it” all’art. 15.3 e “galaias@pec.it” in tutti gli altri punti. Una lettera di differenza, e un ricorso che rischia di finire nel vuoto;
  • il vincolo a non vendere i beni finanziati dura cinque anni, ma decorre da tre date diverse: dall’autorizzazione al saldo (art. 14.2), dal pagamento del saldo (art. 23) e dalla fine dell’investimento (art. 30);
  • tra le cause di esclusione c’è la mancata polizza contro le catastrofi naturali. Ma la legge di bilancio 2024, al comma 111, esclude proprio le imprese agricole da quell’obbligo. E il bando ammette solo imprese agricole;
  • l’informativa privacy cita articoli del vecchio Codice privacy abrogati nel 2018;
  • i rinvii interni sono sbagliati: si cita l’art. 22 al posto del 23, un “Punto 7” che non esiste, e l’allegato 10 si intitola “Allegato 11”.

Infine, il bando rimanda alla scheda dell’azione nella Strategia di sviluppo locale pubblicata sul sito del GAL. Alla pagina indicata, però, ci sono solo i documenti della consultazione del 2023, non la strategia approvata.

Il target raggiunto e i fondi dei GAL ancora fermi

Oggi, 20 ottobre, la Regione ha annunciato di aver superato già a settembre l’obiettivo di spesa 2026 dei fondi europei per lo sviluppo rurale, e di essere sesta in Italia. Il comunicato, però, non dice quanto valesse quell’obiettivo né chi l’abbia fissato. Probabilmente si tratta della soglia minima da spendere per non perdere i fondi: con la regola europea del disimpegno automatico, infatti, ciò che non si spende entro la fine del secondo anno successivo torna a Bruxelles. Un traguardo da non mancare, insomma, più che un primato.

Gli ultimi dati per Regione li ha pubblicati il Ministero dell’agricoltura nel rapporto sul secondo anno del Piano strategico della PAC, con dati AGEA al 15 ottobre 2025. L’Abruzzo aveva pagato 55,25 milioni su 339,2 programmati fino al 2027: il 16,3%, nono posto su 21 a pari merito con la Sicilia. Per il 2025 aveva previsto di pagarne 59,4 milioni, e ne ha pagati 31,5, cioè poco più della metà.

Premi a superficie: la spesa che arriva da sola

Conta soprattutto che cosa è stato pagato. Di quei 55 milioni, 54,4 erano premi a superficie: l’indennità per chi coltiva in montagna, i contributi per il biologico, per la produzione integrata, per i pascoli. Funzionano così: ogni anno l’agricoltore presenta una domanda, l’AGEA incrocia gli ettari dichiarati con il fascicolo aziendale e con le mappe catastali e satellitari, e poi paga una cifra fissa per ettaro o per capo di bestiame. Non servono progetti, preventivi, gare, cantieri o collaudi. Per questo è una spesa quasi automatica: se le domande arrivano e i controlli tornano, i soldi escono da soli, anno dopo anno.

Gli investimenti, invece, sono un’altra storia. Ci vogliono un bando, una graduatoria, i lavori, le fatture e la verifica finale, e passano anni prima del pagamento. Infatti a ottobre 2025 erano fermi a zero gli investimenti nelle aziende agricole (30,2 milioni), l’insediamento dei giovani agricoltori (26 milioni) e anche il LEADER, cioè i fondi dei GAL: 21,85 milioni programmati, nessun pagamento. I dati di settembre 2026 non sono ancora pubblici, e nel frattempo qualcosa può essersi mosso. Ma è anche per questo che un bando come quello del GAL Alto Sangro va scritto bene: finanzia proprio la parte della spesa che non arriva da sola.

Per completezza

Il GAL ha pubblicato tutto: bando, allegati, avviso e graduatorie dei bandi precedenti, consultabili da chiunque. Inoltre, novanta giorni per presentare domanda sono un tempo ragionevole. E i soldi del LEADER, in territori come questi, servono davvero: un essiccatoio, una linea di confezionamento o un software per vendere online possono cambiare i conti di un’azienda di montagna. Pochi giorni fa, del resto, all’Aquila si è tenuto il summit nazionale dei GAL. In fondo, gli errori del bando sono di forma, non di sostanza. Proprio per questo si correggono in fretta.

Bando GAL Alto Sangro: le domande che restano

Quante aziende hanno aderito finora al Sistema Locale del Cibo, e si può ancora aderire prima di presentare la domanda? Qual è l’indirizzo PEC giusto per il riesame? Da quando decorre il vincolo di cinque anni? E perché la soglia minima di 30.000 euro, che lascia fuori le aziende più piccole?

Le prime risposte, però, possono arrivare subito, con una rettifica o con le FAQ che il bando stesso prevede sul sito del GAL. Le altre si leggeranno nella graduatoria. Meglio prima, quando chi deve presentare la domanda ha ancora tempo per organizzarsi. Chi vuole leggerlo per intero trova qui il testo del bando (PDF).

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Alessandro Angelone

Svolgo la professione di Dottore Commercialista e di Revisore Contabile. Mi interessa molto la materia della Finanza Pubblica. Sono appassionato di tecnologia. Sempre pronto al confronto!