Dodici Operatori Socio-Sanitari prima assunti e poi rimasti senza lavoro a causa di un errore nello scorrimento di una graduatoria concorsuale. È la vicenda affrontata oggi 15 ottobre, dalla Commissione di Vigilanza del Consiglio regionale dell’Abruzzo, presieduta da Sandro Mariani, che ha ascoltato i vertici delle aziende sanitarie coinvolte per ricostruire l’accaduto e approfondire le possibili soluzioni per i lavoratori.
Il punto, illustrato dal capogruppo del Movimento 5 Stelle Francesco Taglieri, ha visto la partecipazione dell’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, collegata in videoconferenza, e dei direttori generali delle ASL Lanciano-Vasto-Chieti e Pescara, Mauro Palmieri e Vero Michitelli.
La vicenda risale allo scorso giugno, quando la ASL Lanciano-Vasto-Chieti, per garantire la copertura dei servizi sanitari durante il periodo estivo, aveva richiesto di utilizzare le graduatorie di altre aziende sanitarie per il reclutamento di Operatori Socio-Sanitari. Non essendo disponibile quella della ASL di Teramo, l’azienda si era rivolta alla ASL di Pescara, che aveva autorizzato lo scorrimento a partire dalla posizione numero 600.
Un’indicazione successivamente risultata errata: il primo candidato utile si trovava infatti alla posizione 304. La rettifica, comunicata il 20 luglio, aveva determinato l’annullamento della procedura e la conseguente interruzione dei rapporti di lavoro di 12 operatori che avevano già sottoscritto il contratto e preso servizio. Alcuni di loro avevano anche lasciato il precedente impiego, confidando nella regolarità dell’assunzione.
Nel corso dell’audizione sono state illustrate le difficoltà organizzative legate alle procedure di reclutamento degli OSS, caratterizzate da un elevato numero di rinunce e dalla necessità di scorrere numerose posizioni prima di individuare personale effettivamente disponibile. Sono stati inoltre richiamati i carichi di lavoro degli uffici amministrativi, mentre i direttori generali hanno riconosciuto la gravità dell’accaduto, fornendo spiegazioni e rassicurazioni sulle misure da adottare per evitare il ripetersi di situazioni analoghe.
Al termine della seduta, Taglieri ha espresso una posizione critica sulle conseguenze dell’errore amministrativo.
«Oggi, in Commissione di Vigilanza, abbiamo ascoltato le spiegazioni dei Direttori generali delle ASL coinvolte, preso atto delle scuse e delle rassicurazioni per il futuro, ma resta un fatto che nessuna giustificazione può cancellare: dodici lavoratori, prima assunti e poi licenziati, insieme alle loro famiglie hanno pagato il prezzo di un grave errore amministrativo della sanità pubblica abruzzese. E questo è inaccettabile».
Uno degli aspetti più rilevanti emersi durante l’audizione riguarda le prospettive occupazionali dei dodici lavoratori. La direzione della ASL Lanciano-Vasto-Chieti ha riferito di aver avviato interlocuzioni individuali con gli operatori coinvolti, anche per valutare la possibilità di un rientro presso i precedenti datori di lavoro.
È stato inoltre comunicato che lo scorrimento regolare della graduatoria sarebbe arrivato intorno alla posizione 500, circostanza che potrebbe consentire, in tempi relativamente brevi, una nuova chiamata degli stessi operatori.
«È una prospettiva positiva, ma non è ancora una soluzione. E soprattutto non può essere affidata esclusivamente alla speranza che una graduatoria continui a scorrere», ha osservato Taglieri, chiedendo che venga monitorata individualmente la situazione dei dodici lavoratori, con particolare attenzione a quanti potrebbero trovarsi senza occupazione e senza accesso agli ammortizzatori sociali dopo aver lasciato volontariamente un precedente impiego.
Sul fronte delle misure correttive, la ASL di Pescara ha annunciato l’introduzione di un registro elettronico e di strumenti informatici per tracciare lo scorrimento delle graduatorie e rafforzare i controlli sulle procedure di assunzione. È stato inoltre disposto un audit interno da parte del Dipartimento Sanità, finalizzato a ricostruire i passaggi amministrativi che hanno portato alla sottoscrizione dei contratti sulla base di un’indicazione errata.
«La digitalizzazione è certamente necessaria, ma non può diventare l’alibi per dimenticare quanto accaduto», ha sottolineato Taglieri, ribadendo la necessità di accertare le responsabilità amministrative e verificare le iniziative concrete a tutela degli operatori coinvolti.
La Commissione ha affrontato anche un secondo punto riguardante la ASL di Pescara, sollecitato dal vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Blasioli, relativo a presunte condotte discriminatorie e a controversie in materia di lavoro oggetto di recenti provvedimenti dei Tribunali civili di Avezzano e Pescara.
Tra le vicende giudiziarie emerse negli ultimi mesi figura quella di un’operatrice sociosanitaria con disabilità, esclusa dall’assunzione nonostante un giudizio di idoneità lavorativa con prescrizioni. Il Tribunale di Avezzano ha riconosciuto il carattere discriminatorio dell’esclusione, disponendo l’assunzione della lavoratrice e l’adozione di accomodamenti ragionevoli, ossia misure organizzative compatibili con la sua condizione.
Altri contenziosi hanno riguardato candidati risultati idonei e convocati per le visite mediche propedeutiche all’assunzione, ai quali sarebbe stata successivamente comunicata l’impossibilità di procedere per carenza di risorse economiche. Alcuni ricorsi al Tribunale di Pescara hanno portato a provvedimenti favorevoli ai lavoratori, con ordini di assunzione nei confronti dell’azienda sanitaria.
A fornire chiarimenti su questo secondo argomento è stato chiamato il direttore generale della ASL di Pescara, Vero Michitelli, affiancato dalla direttrice amministrativa Francesca Rancitelli.
La seduta ha dunque posto al centro dell’attenzione le procedure di reclutamento del personale sanitario, il rispetto delle graduatorie e la tutela dei diritti dei lavoratori.
Per Taglieri, tuttavia, la vicenda dei dodici OSS resta aperta: «Continueremo a verificare lo scorrimento della graduatoria, le iniziative annunciate dalle Aziende sanitarie e soprattutto la situazione occupazionale di ciascuno dei dodici operatori coinvolti. Le scuse sono un primo passo, ma adesso servono fatti. E il primo fatto che vogliamo vedere è una soluzione concreta per queste dodici persone».

