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Indagine scattata dopo un arresto per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in cui erano emerse «circostanze anomale».

Denunciati a piede libero cinque operatori della Polizia di Stato in forza all’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Chieti.

Pesanti le accuse formulate nei loro confronti al termine delle indagini della Procura della Repubblica di Chieti, delegate al Comando Provinciale dei Carabinieri e alla Squadra Mobile della Polizia di Stato: truffa, falso ideologico, peculato e omissioni in atti d’ufficio.

«L’attività di indagine nasce da un arresto, effettuato per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, avvenuto nello scorso mese di aprile e che aveva evidenziato anche circostanze anomale – riporta un comunicato stampa firmato dal procuratore capo Giampiero Di Florio – Gli accertamenti delegati hanno consentito di acquisire elementi circa la sussistenza di ulteriori ipotesi di reato a carico degli indagati, tutt’ora al vaglio di questa Procura della Repubblica (fatti reato ancora coperti da segreto)».

Il Questore di Chieti, «per motivi di opportunità» sottolinea il procuratore teatino, ha assegnato gli agenti coinvolti nell’indagine a incarichi non operativi.

Alessio Di Florio

Alessio Di Florio

Nato ad Atessa (Chieti), nel 1984. Attivista e volontario di varie associazioni e movimenti culturali e sociali. Collaboratore BuongiornoAbruzzo.it e Il Messaggero Abruzzo e altri siti web d'informazione, vicedirettore WordNews.it. In passato collaboratore tra gli altri di Adista e PrimaDaNoi. Alcuni articoli su storia, cultura e valorizzazione del territorio sono stati pubblicati dal mensile VastoDomani