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COSTRETTO A PERCORRERE 100 CHILOMETRI PER GARANTIRE L’ASSISTENZA IN SEI SCUOLE: L’APPELLO DI UN ASSISTENTE TECNICO 63ENNE AL MINISTRO VALDITARA

Sulmona – Sei sedi scolastiche da raggiungere, centinaia di chilometri da percorrere e un solo assistente tecnico informatico a garantire il servizio. È la situazione denunciata da Giuseppe Pedà, 63 anni, assistente tecnico dell’area AR02, che ha deciso di rivolgere un appello direttamente al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e, per conoscenza, all’Ufficio scolastico regionale e al CSA dell’Aquila.

Una lettera nella quale emerge una problematica che riguarda non soltanto la sua condizione lavorativa, ma anche l’organizzazione del personale tecnico all’interno delle istituzioni scolastiche.

Pedà, nato a Motta San Giovanni, in provincia di Reggio Calabria, e residente a Sulmona, lavora nelle istituzioni scolastiche statali dal 1999. Dopo aver trascorso ben 15 anni da pendolare tra Sulmona e Pescara, la sua ultima sede di servizio, quest’anno, a seguito di una domanda di trasferimento, è approdato all’Istituto Comprensivo Radice-Ovidio di Sulmona.

Una nuova sede lavorativa che, tuttavia, presenta una situazione organizzativa che l’assistente tecnico definisce difficile da comprendere: il cosiddetto Polo scolastico comprende infatti sei diverse sedi, distribuite sul territorio, alcune delle quali distanti anche circa 100 chilometri.

In ciascuna di queste realtà operano dirigenti scolastici, DSGA, assistenti amministrativi, collaboratori scolastici e personale docente, mentre per l’assistenza tecnica informatica, secondo quanto denunciato da Pedà, sarebbe prevista una sola figura professionale.

Una sproporzione organizzativa che solleva inevitabilmente una domanda: come può un solo assistente tecnico garantire un servizio adeguato a sei sedi scolastiche differenti, distribuite su un territorio così vasto?

Il problema non è soltanto legato alla quantità di lavoro, ma anche agli spostamenti. Per raggiungere le diverse sedi, Pedà è costretto a utilizzare la propria automobile, sostenendo personalmente le spese di viaggio e affrontando quotidianamente le difficoltà legate alle distanze. Una sola delle sedi, fa presente, è raggiungibile attraverso i mezzi pubblici.

Una condizione che diventa ancora più gravosa considerando l’età del lavoratore, che ha da poco compiuto 63 anni, e la necessità di assicurare assistenza tecnica a istituti con esigenze informatiche e organizzative differenti.

«È umanamente possibile che un Polo scolastico con sei sedi distribuite sul territorio provinciale e regionale possa contare su una sola figura di assistente tecnico?», è, in sostanza, la domanda che Pedà pone al ministro.

Nel suo appello, l’assistente tecnico allarga poi lo sguardo a una questione più generale: la necessità di incrementare le assunzioni di personale tecnico nelle scuole italiane, offrendo nuove opportunità occupazionali soprattutto ai giovani.

Secondo Pedà, le graduatorie del personale precario e di quanti aspirano a ottenere punteggio per un futuro ingresso in ruolo sono ormai particolarmente affollate. Da qui la richiesta di nuove assunzioni in tempi rapidi, per rispondere alle esigenze delle istituzioni scolastiche e, contemporaneamente, creare occasioni di lavoro stabile per tanti giovani.

Nella lettera al ministro non manca una nota personale, che racconta il legame maturato in tanti anni con il mondo del lavoro pubblico. Pedà ha infatti avuto modo di prestare servizio in due amministrazioni dello Stato, il Ministero della Difesa e quello della Pubblica Istruzione.

Un’esperienza professionale accompagnata da un motto che, come scrive lui stesso, ha sempre cercato di mettere in pratica: «Non fare parte di una scuola grande, ma realizzare con il lavoro una Grande Scuola».

Parole che riassumono il senso del suo appello: garantire un servizio efficiente non può prescindere da un’adeguata organizzazione delle risorse umane e dalla presenza di personale sufficiente.

In allegato alla comunicazione inviata alle autorità scolastiche, Pedà ha trasmesso anche l’elenco delle sei sedi alle quali deve assicurare assistenza.

La sua vicenda si conclude, almeno per ora, con un’ultima considerazione personale: la speranza di poter ottenere in futuro un nuovo trasferimento e tornare a prestare servizio in una scuola secondaria di secondo grado, possibilmente in un’unica sede, dopo tanti anni trascorsi tra pendolarismo e spostamenti continui.

Intanto resta la richiesta rivolta al ministro Valditara: valutare concretamente il fabbisogno di assistenti tecnici nelle scuole con più sedi e distanze considerevoli, affinché il diritto degli studenti e del personale a un’assistenza informatica efficiente non ricada sulle spalle di un unico lavoratore, costretto a macinare chilometri con la propria automobile e a sostenere personalmente i costi degli spostamenti.

Una lettera che pone una questione precisa: sei scuole, un solo tecnico. È davvero sufficiente per garantire un servizio adeguato?

Doràn

Doràn

Doràn il quinto moschettiere misterioso della saga di Dumas.