Nuovo intervento della associazione sulla vicenda del Canile di Collelongo con un comunicato che, come di consueto pubblichiamo per intero.
“Canile-scandalo di Collelongo: la Regione Abruzzo capitola e apre l’istruttoria per la chiusura, ma è un bluff. tutela diritti animali denuncia lo “scaricabarile” sulla Asl 1.
Il Dipartimento Sanità avvia l’iter di sospensione dopo le incalzanti azioni dell’associazione, ma rimpalla le verifiche. L’affondo del Presidente Bettoschi: «Una formale ammissione di colpa lunga anni. O revocano la struttura in 7 giorni o scatterà la denuncia penale per omissione d’atti d’ufficio».
La Regione Abruzzo capitola sul caso del canile comprensoriale di Collelongo (AQ) sotto il peso delle incalzanti azioni legali della nostra associazione, avviando finalmente l’istruttoria per la sospensione della struttura dall’Albo Regionale. Ma quella che doveva essere l’assunzione di una responsabilità istituzionale si è trasformata in un clamoroso e inaccettabile “scaricabarile” che ha scatenato la durissima reazione dell’Associazione Tutela Diritti Animali ETS.
La nota ufficiale, firmata dal Direttore del Dipartimento Sanità Ing. Camillo Odio, ordina infatti alla ASL 1 di verificare Non Conformità Gravi vecchie di oltre un anno (la gestione abusiva della Comar Farm Casaline S.r.l. e la presenza di tetti in cemento-amianto degradato sui box degli animali), congelando di fatto ogni decisione immediata.
L’attacco di Bettoschi: « la Regione firma la propria ammissione di colpa»
La replica dell’Associazione è un siluro contro i vertici del Dipartimento Sanità regionale, a cui il Presidente Gabriele Bettoschi ha notificato un formale atto di rigetto e diffida:
«Siamo di fronte a un vergognoso e intollerabile rinvio elusivo. Il Dipartimento Sanità fa finta di dimenticare che i propri stessi atti formali avevano già certificato come il canile sia gestito abusivamente dalla Comar Farm Casaline S.r.l., società priva di qualsiasi titolo o iscrizione all’Albo. Quella della Regione Abruzzo è una formale e colpevole ammissione di analfabetismo informativo: per anni hanno totalmente ignorato l’assetto giuridico di una struttura che ha in pugno le lucrose convenzioni di ben 45 Comuni. Non c’è più nulla da approfondire o da rimpallare alla ASL: l’abusivismo è già acclarato, dichiarato e ribadito formalmente dai loro stessi uffici, più volte ».
Il cortocircuito della ASL: la “confessione” sull’outsourcing e lo scandalo amianto
A confermare inconfutabilmente questo quadro di caos istituzionale interviene la nota di riscontro a una nostra diffida. emessa in data odierna dalla stessa ASL 1. L’Azienda Sanitaria, nel maldestro tentativo di smarcarsi dalle proprie responsabilità, ha formulato una vera e propria confessione stragiudiziale: ha ammesso candidamente e molto ingenuamente di sapere che la Comar Farm Casaline S.r.l. opera irregolarmente all’interno del canile in regime di “outsourcing” tramite scrittura privata – pratica vietata radicalmente dall’art. 5 e 8-bis della Legge Regionale n. 47/2013 – e ha confessato di essere a piena conoscenza della presenza di cemento-amianto (eternit) fortemente degradato sopra i box di ricovero degli animali, differendone scandalosamente la bonifica alla «primavera del 2027». Una dilazione intollerabile a fronte di rischi epidemiologici e ambientali già accertati e verbalizzati dall’ispettorato nel lontano giugno 2025.
La trappola del “danno erariale” e la rivolta dei Comuni
Secondo l’Associazione, l’inerzia del Servizio Sanità Regionale sta offrendo una “sponda di fittizia legalità” a un canile abusivo e contaminato da amianto, tenendo in ostaggio i Comuni spaventati dalla presunzione di legittimità degli atti regionali.
Una palude amministrativa, da cui i Comuni di Castelvecchio Subequo e Raiano sono già scappati, avviando l’annullamento dei contratti in autotutela e bloccando d’urgenza tutti i pagamenti alla S.r.l. per evitare il concorso in danno erariale e la distrazione di fondi pubblici.
Il cortocircuito: la trappola del danno erariale e la rivolta dei Comuni
Secondo l’Associazione, la persistente inerzia del Servizio Sanità Regionale sta offrendo di fatto una “sponda di fittizia legalità” a un canile abusivo e contaminato da eternit sfibrato, tenendo in ostaggio i Comuni comprensoriali spaventati dalla dalle nostre diffide e dall’incomprensibile lentezza nell’agire della Regione.
Una palude amministrativa da cui i Comuni di Castelvecchio Subequo e Raiano sono già scappati, avviando l’annullamento dei contratti in autotutela ex art. 21-nonies L. 241/1990 e disponendo d’urgenza il blocco immediato di tutti i pagamenti alla S.r.l. per evitare il concorso in danno erariale diretto e la distrazione di fondi pubblici.
Ultimatum di 7 giorni: «Poi la parola passerà alle Procure»
“La pazienza è finita. La formale messa in mora di Tutela Diritti Animali ETS fissa un termine perentorio di una settimana: la Regione Abruzzo ha 7 giorni di tempo per avviare veramente il procedimento di revoca dell’autorizzazione all’esercizio per il Centro Cinofilo del Fucino Snc del discusso Pino Corsi e la cancellazione dall’Albo della struttura di Collelongo – già al centro di interrogazioni parlamentari e di servizi giornalistici anche della Rai nazionale. La Comar Farm Casaline Srl, creata furbescamente per “ragioni organizzative e fiscali” non esistendo formalmente come gestore del canile non ha bisogno di nessuna revoca, non avendola mai avuta”.
«Se entro una settimana non ci saranno temini perentori di chiusura del canile di Collelongo– conclude perentorio Bettoschi – depositeremo una formale integrazione di denuncia-querela alla Procura della Repubblica di Pescara e di Avezzano contro i vertici del Dipartimento Sanità per Omissione e rifiuto di atti d’ufficio (art. 328 c.p.). Chi tace ed elude di fronte all’evidenza sta agevolando il danno patrimoniale pubblico. Non faremo sconti a nessuno».
L’atto è stato notificato anche al Presidente Marsilio, all’assessore Verì, all’Ispettorato della Funzione Pubblica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, alla Corte dei Conti, alle Procure della Repubblica di Pescara e Avezzano, ai Carabinieri del NAS e alla Guardia di Finanza per i profili di truffa aggravata e falso ideologico emersi. Tutti i Comuni convenzionati sono stati diffidati a sospendere immediatamente i pagamenti alla Comar Farma Casaline Srl, per prevenire la diretta responsabilità contabile dei propri funzionari.
Tutela Diritti Animali”.


