Fino da bambina improvvisa nei teatri i versi della Divina Commedia di Dante Alighieri e della Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso, il pubblico rimane sbalordito e persino Re Ferdinando II di Borbone la vuole conoscere, durante una sua visita in Abruzzo.
Giovanna Milli è una piccola bambina nata a Teramo nel 1825, sorride al Sovrano e gli confida che vuole studiare, lui le assicura un posto al convitto per le figlie dei militari a Napoli, Giannina si impegna nelle lezioni e rimane nella capitale partenopea fino al 1842.
In seguito ad una epidemia di colera, ritorna a Teramo dove si esercita con le parole e con la musica, il suo talento è infinito.
La piccola Giannina viene introdotta nei circoli intellettuali avversi ai Borbone ed è così che scopre il movimento risorgimentale e il suo cuore dona la voce ai sentimenti patriottici, improvvisa in versi composizioni che parlano di democrazia e di unità.
Sull’onda del successo Giovanna Milli inizia a viaggiare per tutta la penisola e frequenta le accademie d’improvvisazione. E’ un trionfo dopo l’altro, si esibisce a Napoli, in Puglia, in Sicilia, a Roma, Firenze, Bologna, Milano.
A Milano frequenta il celebre salotto risorgimentale della contessa Clara Maffei, incontra Alessandro Manzoni che esprime subito la sua ammirazione e poi alcuni letterati, fra cui Francesco De Sanctis, Luigi Settembrini, i poeti Giovanni Prati e Aleardo Aleardi, lo storico Pasquale Villari.
A Teramo stampa la sua prima raccolta di 49 poesie improvvisate per fare beneficenza o per raccogliere fondi per la causa unitaria.
Frequenta tutti i salotti italiani più importanti, cantando un inno a Vittorio Emanuele II di Savoia, celebrando Giuseppe Garibaldi e Cammillo Benso conte di Cavour.
Riesce ad infiammare gli animi per raggiungere l’Unità.
Vorrei col vol dell’aquila
Levar lo spirto anelo
A spaziar pe’ lucidi
Campi del vasto cielo
Viene nominata ispettrice scolastica nel 1865 e si impegna nella formazione delle donne giovani, insegna storia, morale e letteratura, partecipa ai convegni pedagogici sull’educazione femminile ma non è una rivoluzionaria, anzi è convinta che la donna debba conservare un ruolo importante nella famiglia e in casa.
Intanto, nel 1865 a Firenze, fonda con il sostegno di molti amici – tra cui Nicolò Tommaseo e Luigi Settembrini – l’Istituzione Milli: alla sua morte la rendita del vitalizio ricevuto sarà destinato a una giovane donna meritevole: Ada Negri.
Il 1876 è l’anno del matrimonio con il collega Ferdinando Cassone e Giannina rinuncia al suo incarico scolastico per seguirlo nei suoi trasferimenti come provveditore agli studi prima a Caserta, poi a Bari e Avellino.
Giovanna Milli muore nel 1888 e con lei va via una parte del Risorgimento italiano.


